Tour della Legalità porta
gli studenti di Ancona nei palazzi di Roma

SCUOLA - Successo per il progetto della Prefettura e dell'Usr Marche. I 36 studenti vincitori dei licei Savoia Benincasa e Volterra-Elia premiati con un viaggio d'istruzione speciale tra Quirinale, Viminale e Palazzo Chigi

Studenti al Quirinale

Dalle aule scolastiche ai palazzi del potere a Roma: gli studenti anconetani diventano protagonisti della cittadinanza attiva. Si è concluso con uno straordinario viaggio d’istruzione nella Capitale il “Tour della Legalità 2025-2026”, l’articolato percorso educativo nato dalla stretta collaborazione tra la Prefettura di Ancona e l’Ufficio Scolastico Regionale (Usr) per le Marche. Un’iniziativa che ha saputo trasformare i concetti di responsabilità civica e legalità in un’esperienza concreta vissuta sul campo, senza banchi né voti, direttamente a contatto con i luoghi simbolo della Repubblica. Il progetto, avviato ufficialmente a gennaio 2026 nell’ambito del Patto Educativo Provinciale per la Legalità, ha visto il suo momento culminante nel concorso scolastico dedicato al ruolo dei giovani nella costruzione di un futuro di pace. I vincitori delle diverse categorie sono stati proclamati lo scorso 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica. A trionfare sono stati ben 36 studenti del capoluogo dorico: la classe IV Fsa del “Savoia Benincasa” ha vinto la sezione “Graphic Novel” con l’opera La pace è un’opera d’arte; la II Fsa del medesimo istituto si è aggiudicata la sezione “Multimediale”, mentre i ragazzi dell’Istituto Superiore “Volterra-Elia” hanno conquistato la sezione “Arti musicali” con il brano Figlia della guerra. Il premio per questi giovani talenti è stato un viaggio indimenticabile a Roma che li ha portati a visitare il Viminale, il Quirinale, Palazzo Chigi e la caserma dei Corazzieri. Un’esperienza immersiva che ha entusiasmato i ragazzi, capaci di ridefinire la propria visione delle istituzioni passate dall’essere percepite come “irraggiungibili” a scoprirsi “umane”, descrivendo in particolare il Ministero dell’Interno come un «organo in continuo fermento, come fosse il cuore o il cervello del nostro Paese».

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