I teatri storici delle Marche
entrano nel patrimonio dell’Unesco:
«Una giornata storica» (Video)

La cerimonia in Corea
I teatri storici delle Marche ottengono il riconoscimento dell’Unesco che sono stati inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. «Un risultato straordinario, frutto di un importantissimo lavoro portato avanti in questi anni, che rappresenta un ulteriore, prestigioso riconoscimento internazionale dell’identità culturale delle Marche» dice la Regione.

Da sinistra: Daniela Tisi, Maria Assunta Peci, direzione generale Affari europei e internazionali, Ufficio Unesco del ministero della Cultura, l’ambasciatore Liborio Stellino, Silvia Luconi, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale delle Marche, Emilia Gatto, ambasciatrice d’Italia a Seul
Il riconoscimento è avvenuto oggi nel corso della 48esima sessione svoltasi a Busan, in Corea del Sud, del Comitato del patrimonio mondiale Unesco, durante la quale è stato ufficialmente iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale ‘Il sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale’. Per le Marche ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza, Silvia Luconi, insieme alla dirigente della direzione Cultura Daniela Tisi. L’iscrizione del sito mantiene così il primato mondiale dell’Italia nella lista rappresentativa dell’Unesco per il maggior numero di siti iscritti arrivando a 62.

Francesco Acquaroli e Giorgia Latini
«Un motivo di enorme orgoglio, una grandissima emozione e un risultato storico per le Marche e per l’intero sistema teatrale e culturale regionale e nazionale – dice il governatore Francesco Acquaroli – Questo riconoscimento conferma il valore universale di un patrimonio unico al mondo e rafforza l’identità delle Marche come regione dei teatri, territorio nel quale si concentra la maggiore densità di teatri condominiali al mondo. L’iscrizione del sito seriale nella lista a patrimonio mondiale sosterrà l’intera rete regionale dei teatri condominiali nel percorso di valorizzazione avviato con la candidatura Unesco. Oggi scriviamo una pagina storica che nasce da un lungo e rigoroso lavoro istituzionale e che porterà un richiamo internazionale all’intera rete dei teatri storici disseminati nel territorio marchigiano e di conseguenza a tutta la nostra Regione. Un lavoro portato avanti con il supporto prezioso e la sinergia del Ministero della Cultura per il quale mi sento di ringraziare il ministro Alessandro Giuli e il Governo Meloni che ha sostenuto questa candidatura. Voglio ringraziare anche tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato che rimarrà saldo nella memoria e nel cuore della nostra comunità, a partire dalla struttura regionale e dagli esperti che vi hanno lavorato. Altresì ringrazio il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale per il contributo ad un percorso di candidatura che abbiamo avviato all’inizio della scorsa legislatura insieme all’allora assessore alla cultura Giorgia Latini».

«Il riconoscimento Unesco dei teatri storici delle Marche è il coronamento di un sogno che, per molti, sembrava irrealizzabile e che oggi diventa finalmente realtà. È un percorso che viene da lontano. Ho avuto l’onore di avviarlo quando ero assessore alla Cultura della Regione, insieme al presidente Francesco Acquaroli, con la convinzione che questo straordinario patrimonio meritasse il più alto riconoscimento internazionale – dice Giorgia Latini -. Le Marche sono una piccola regione, ma custodiscono una straordinaria rete di teatri storici all’italiana, unica per densità e qualità. Qui il teatro è sempre stato il cuore della comunità: un luogo di incontro, di cultura, di confronto e di crescita civile. Per questo il riconoscimento Unesco va oltre il valore artistico e architettonico dei nostri teatri. Questa non è soltanto una vittoria delle Marche. È una vittoria dell’Italia, perché è la candidatura che il Governo italiano ha scelto di presentare al mondo, riconoscendone il valore universale. Un successo che rende orgoglioso tutto il nostro Paese e dimostra che investire nella cultura significa investire nella nostra identità e nel nostro futuro».

«Un riconoscimento che valorizza l’intera rete dei teatri marchigiani che scaturisce da un rigoroso percorso di valutazione di un sito seriale sicuramente complesso iniziato nel 2020 – dice Silvia Luconi dalla Corea -. I teatri all’italiana con le Marche capofila rappresentano la nostra storia, la nostra identità, la testimonianza del valore architettonico racchiuso in luoghi meravigliosi che sono il cuore pulsante delle nostre comunità. L’iscrizione nella Lista del patrimonio mondiale non rappresenta un punto di arrivo ma l’inizio di un rinnovato impegno per la tutela, la conservazione e la trasmissione dei valori racchiusi in questo patrimonio diffuso che abbiamo la fortuna di custodire nelle Marche. Un messaggio esce molto forte: quello dell’importanza della cooperazione internazionale, del dialogo tra culture e della responsabilità condivisa nella salvaguardia dei beni che testimoniano la ricchezza e la diversità della nostra civiltà».

Le Marche custodiscono una concentrazione di teatri storici unica nel panorama nazionale. Diffusi nei borghi e nelle città della regione, questi edifici furono realizzati tra il XVII e il XIX secolo secondo la peculiare formula del teatro condominiale, finanziato attraverso l’acquisto dei palchi da parte delle famiglie locali. Per secoli hanno rappresentato non solo luoghi di spettacolo e cultura, ma anche motori di sviluppo economico, sociale e identitario delle comunità.
Nati infatti per mezzo della partecipazione diretta dei cittadini, che ne condividevano proprietà, gestione e fruizione, hanno dato un apporto decisivo alla crescita della vita culturale e sociale dei territori. Costituiscono un patrimonio diffuso, fatto di edifici di raffinata eleganza e di una tradizione civica che ha trasformato il teatro in un elemento distintivo dell’identità delle comunità.
Il riconoscimento Unesco costituisce un’opportunità straordinaria sotto molteplici aspetti: rafforza la visibilità internazionale del patrimonio culturale marchigiano, favorisce nuove azioni di tutela e conservazione, incrementa l’attrattività turistica dei territori e promuove attività di ricerca, studio e formazione. Un riconoscimento che valorizza l’intera rete dei teatri storici delle Marche, consolidando il ruolo della regione come uno dei più importanti paesaggi culturali europei dedicati all’arte teatrale.
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