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Day surgery a rischio chiusura,
l’allarme del Tribunale del malato

JESI - Dopo il pensionamento del responsabile pendono le incognite sul futuro del servizio. Un rischio concreto paventato dal presidente del Tribunale del Malato
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L’ospedale di Jesi Carlo Urbani (foto d’archivio)

Vita breve per la Day Surgery, la chirurgia a ciclo breve dell’ospedale Carlo Urbani di Jesi. Appena riaperta dopo i tagli durante le ferie estive, si vocifera che a fine anno chiuderà definitivamente con il pensionamento del responsabile del servizio. A lanciare l’allarme è il presidente del Tribunale per i Diritti del Malato Pasquale Liguori, che aveva anticipato la sua preoccupazione in una conferenza stampa il 25 settembre scorso assieme alle sigle sindacali di Area vasta2 e al Comitato in difesa dell’ospedale Carlo Urbani. «Se la Day Surgery dovesse chiudere definitivamente – fa sapere Liguori – a pagarne le conseguenze come solito sarebbe il paziente che oggi usufruisce di questa struttura per interventi di piccola entità, con un ricovero di una sola giornata e senza mettersi in lista di attesa nel reparto di riferimento dove si troverebbe ad attendere molto più a lungo, in quanto la sua patologia andrebbe dietro a quelle più importanti. Per far capire l’importanza della Day Surgery basta citare i numeri di questa attività: partita nel giugno del 2016 con 740 interventi – spiega ancora il presidente del Tdm – negli anni successivi è andata sempre più a crescere (1322 nel 2017, 1490 nel 2018 e 800 sino a giugno del 2019). Ma gli effetti positivi della Day Surgery non sono solo per i pazienti, ma anche per le casse dell’Asur che con essa avrebbe un risparmio di costi di ricovero rispetto a quello ordinario. E ricordiamo a tutti che la Day Surgery è trasversale per tutte le attività specialistiche dell’ospedale (Chirurgia circa 1000 interventi, Ginecologia circa 500 interventi, Ortopedia circa 900 interventi, Otorino circa 350 interventi, Urologia circa 350 interventi). Con questi numeri non possiamo tollerare che neanche si pensi di chiudere questa attività che è divenuta una delle eccellenze del nostro ospedale – conclude Pasquale Liguori – e quindi faremo fronte unico insieme a Organizzazioni sindacali, le Rsu e il Comitato in difesa dell’Ospedale per impedire che ciò avvenga».

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