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Avvocati in lutto per la morte
di Otello Carbonari

JESI - Il legale aveva 69 anni, si è spento alle 4,55 all'ospedale di Civitanova dove era ricoverato. Sabato i funerali alla chiesa di San Giuseppe di Jesi
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L’avvocato Otello Carbonari

 

Si era recato all’ospedale di Civitanova Marche per sottoporsi a un delicato esame clinico con tanto di ricovero per qualche giorno, ma proprio al nosocomio si è improvvisamente spento. Lutto nel mondo della giurisprudenza per l’improvvisa scomparsa dell’avvocato Otello Giulio Carbonari, 69 anni, che esercitava nel suo studio in palazzo Pasquinelli a Jesi. Il legale, molto conosciuto e stimato in città sia per le capacità professionali che per la riservatezza e umiltà di carattere, lascia la moglie Patrizia, insegnante, e due figli Andrea con Rita e Cecilia con Marco, oltre a tre nipoti Nicola, Elena e Bruno. Si è spento questa mattina alle 4,55 all’ospedale di Civitanova Marche. La salma è stata trasferita alla casa funeraria Anibaldi e Pandolfi di via Clementina a Moie di Maiolati, dove domani dalle 9,30 sarà aperta la camera ardente. L’ultimo saluto sabato. I funerali saranno celebrati alle 10 nella chiesa di San Giuseppe di Jesi, poi la tumulazione al cimitero comunale di Jesi. Partecipano al lutto anche i colleghi dell’Ordine degli Avvocati di Ancona. Tra i tanti messaggi di cordoglio pervenuti alla famiglia e i ricordi commossi, c’è in particolare quello dell’avvocato Paolo Marcozzi che ne tratteggia la caratura morale e l’indiscussa professionalità.
«Negli anni Settanta avevamo cominciato quasi insieme a fare l’avvocato, stessa formazione all’Università di Macerata, stessa mentalità, stesso modo di porsi in una professione bella e terribile, in cui emozioni, gioie e delusioni non ti lasciano mai solo con te stesso né di giorno né di notte né la domenica né durante le vacanze. Per i suoi trascorsi universitari, egli era rimasto sempre anche un po’ professore e per questo non esitavamo a rivolgerci a lui per chiedere il suo parere su alcune questioni difficili che ci si presentavano – continua – e, nonostante il tempo sempre risicato che ti lascia la professione, egli non si sottraeva mai a queste discussioni, così come non si negava alle richieste di interventi formativi, con la modestia e il fare schivo che hanno sempre costituito il suo modo di porsi nei confronti di giudici e colleghi. Ciao, caro amico Otello, mi mancherà la tua presenza colta e rassicurante in un mondo professionale che sta cambiando rapidamente e non sempre in meglio».
tafre

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