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Protezione Civile in festa a Loreto
nel ricordo vivo del sisma

700 VOLONTARI marchigiani hanno partecipato all'evento. L'elogio per quanto svolto durante l'emergenza terremoto. Ceriscioli: «Un esercito composto da oltre 18.000 persone capaci di donare, durante quei giorni, 61.000 giornate di volontariato per gestire la più grande emergenza avvenuta nella nostra regione dal dopoguerra» - VIDEO
domenica 20 Ottobre 2019 - Ore 11:47
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Veduta aerea della piazza della Madonna con i 700 volontari della protezione civile delle Marche

 

Un tripudio di divise fosforescenti quelle che hanno invaso ieri mattina Loreto con la partecipazione di circa 700 volontari marchigiani della Protezione Civile, provenienti da tutte le città della regione, che hanno preso parte prima alla Santa Messa, celebrata dall’arcivescovo Fabio Dal Cin e poi alle premiazioni, in occasione della giornata del volontariato.

L’arcivescovo Fabio Dal Cin il governatore Luca Ceriscioli ed il sindaco di Loreto, Paolo Niccoletti

Sabato pomeriggio 19 ottobre c’era anche il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, accompagnato dall’assessore Angelo Sciapichetti, per elogiare  il lavoro svolto dai volontari sin dal primo momento della tragedia a favore della popolazione e dei territori colpiti dal sisma del 2016.
«Noi vogliamo confermare la nostra vicinanza per l’impegno dimostrato da donne e uomini della protezione civile di tutte le età e provenienti da tutte le parti delle Marche -dice Ceriscioli– . Un esercito composto da oltre 18.000 persone capaci di donare, durante i giorni del sisma, 61.000 giornate di volontariato per gestire la più grande emergenza avvenuta nella nostra regione dal dopoguerra. I 60.000 sfollati hanno trovato conforto e aiuto in ognuno di voi e noi siamo profondamente grati al servizio straordinario che rendete perché la vostra presenza è quotidiana nella vita della regione».

«Voi siete i motori dell’emergenze e dalle grandi esperienze -conclude il presidente della Regione-. Il tempo che si dona agli altri è un tempo che sottraete alle vostre famiglie, ma sono convinto che i vostri familiari sanno quanto sia importante il servizio che svolgete. Il premio vero ve lo hanno dato i volti dei cittadini che trovano ogni volta nei volontari della protezione civile una grandissima risorsa. Grazie…grazie…grazie». L’evento si è concluso al palazzetto dello sport con la premiazione dei prefetti delle province marchigiane e dei rappresentanti delle organizzazioni di volontariato. Emozionati i volontari nel sentirsi parte attiva del sistema Protezione Civile che a fine manifestazione si sono ritrovati tutti insieme nel tendone della mensa appositamente allestito, ma questa volta in tempo di pace e non in emergenza.

Nel corso dell’omelia l’arcivescovo di Loreto si è rivolto ai volontari presenti ricordando che «anche quella del volontariato è un’occasione propizia per rendere testimonianza della nostra fede cristiana e dei valori che la nostra fede ha seminato nella cultura. Fare opera di volontariato è rendere concreta la parola del Signore, che ci ha detto che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Il vostro donare gratuitamente tempo, energie, risorse è un significativo fattore di umanizzazione, di civiltà, e va in controtendenza rispetto all’individualismo presente nella nostra realtà».« Di fronte a interessi di ogni genere che purtroppo sembrano non di rado costituire la categoria dominante dei nostri rapporti sociali», ha aggiunto l’arcivescovo, «la vostra azione di volontari mira a porre in evidenza la centralità della persona. La persona che merita di essere servita, aiutata, sempre.» «Voi siete una delle espressioni più belle della nostra Italia», ha concluso Mons. Dal Cin, «generosa, che agisce, che non ha dimenticato la propria identità, che nasce soprattutto da chi ha donato la vita, Gesù Cristo, per ottenerci la libertà, per mettere la libertà a servizio del bene, per amare, perché altrimenti la libertà non serve a nulla. Siamo chiamati a recuperare la cultura del servizio, perché tutti siamo chiamati a servire secondo l’incarico che ci è stato affidato».

 

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