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Meteo, il climatologo avverte:
«Il caldo anomalo sta per finire
L’emergenza vera è la mancanza d’acqua»

APPELLO - Massimiliano Fazzini, docente Unicam, fa il punto dopo un ottobre senza piogge: «Un primo calo termico avverrà tra oggi e domani. Ma ai cittadini dico di comportarsi come se fossimo in crisi idrica perché la situazione è davvero preoccupante»
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Massimiliano Fazzini

 

di Francesca Marsili

«Il caldo anomalo si sta esaurendo, ma il vero problema resta la mancanza di acqua, la situazione è drammatica». Commenta cosi il climatologo Massimiliano Fazzini, docente dell’Università di Camerino, la particolare condizione meteorologica che ha caratterizzato soprattutto le ultime settimane di ottobre, lanciando un appello accorato affinché non si sprechi acqua. «I nostri fiumi sono in crisi, hanno pochissima portata – aggiunge Fazzini – Le temperature, di diversi gradi superiori alla norma, torneranno gradualmente ad essere in linea con quelle del periodo: attorno ai 15 gradi le massime e tra i 7/8 le minime. Un primo calo termico, avverrà tra oggi e domani al passaggio di una prima perturbazione atlantica mentre un secondo calo più consistente, avverrà quando avremo a che fare con un centro ciclonico vero e proprio». Riguardo le previsioni meteo nella nostra provincia nei prossimi giorni, la situazione sta per cambiare dunque.

Il lago di Pilato a secco

«Il caldo atipico dell’ultimo periodo, è stato determinato dal fatto che siamo ancora sotto l’egida dell’anticiclone africano portatore di valori termici simili a quelli che che abbiamo in Nord Africa, certamente non in Italia Centrale, quando invece dovremmo già essere sotto l’influenza di correnti atlantiche portatrici di masse d’aria fresche e umidità. A brevissimo l’anticiclone si ritirerà verso sud lasciando spazio a correnti nord occidentali – continua il climatologo – Il problema più importante sta nel fatto che, essendo totalmente assenti i venti atlantici portatori di piogge, siamo in un profondo deficit pluviometrico. Questi sono i mesi in cui mediamente nella nostra zona piove di più, mentre invece abbiamo avuto un ottobre dove le precipitazioni sono state praticamente assenti. Laddove è piovuto non si è trattato di piogge estese capaci di ricaricare le falde e rimpinguare i bacini idrici artificiali praticamente secchi, ma di precipitazioni a carattere temporalesco che, con la loro violenza provocano esclusivamente danni, erodendo le argille secche dei versanti collinari. Abbiamo quindi, non solo il danno provocato dalla mancanza di ricarica delle falde e dei laghi, ma anche il fenomeno dell’erosione che dal punto di vista ambientale è il problema più importante degli ultimi 15 anni. Basta osservare al lago di Pilato praticamente a secco o tutti i fiumi che dalla dorsale appenninica scendono verso il mare i quali hanno una portata di acqua simile a quella del mese di luglio quando invece dovrebbe essere caratterizzati da un livello molto più importante. L’acqua non c’è più e quando c’è è di scarsa qualità perché senza ricarica attraverso le piogge, è sempre la stessa». Il climatologo Fazzini, esponente dell’Associazione italiana di geografia fisica e geomorfologia stimato in tutto il mondo è profondamente convinto «ci si trovi difronte ad un panorama di cambiamenti climatici oramai accertati caratterizzati da un anomalo regime delle precipitazione a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, caratterizzato da brevi periodi con piogge di forti intensità a lunghi periodi di siccità associati ad un prolungamento termico della stagione estiva. La vera emergenza resta la carenza di acqua. Se non dovessero arrivare precipitazioni regolari in grado di riportare il livello delle falde alla normalità, ai cittadini dico di comportarsi come se fossimo in crisi idrica perché la situazione è davvero preoccupante».

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