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Unicam abbraccia il premier Conte
sulle note di “Sogna ragazzo sogna”
Cerimonia dedicata a Liliana Segre

CAMERINO - Il presidente del Consiglio è arrivato con più di un'ora di ritardo all'auditorium Benedetto XIII dove è in corso l'inaugurazione del 684° anno accademico. Il rettore Pettinari: «Utopia era pensare che saremmo stati Università a tre anni dal sisma. Scrupolo è stato farlo nel modo più rigoroso possibile»
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Il premier Giuseppe Conte è arrivato in ritardo, accompagnato dal rettore Unicam Claudio Pettinari

 

di Corrado Bellagamba (Foto Fabio Falcioni)

Le note di «Sogna ragazzo sogna» di Roberto Vecchioni hanno accompagnato l’ingresso del premier Giuseppe Conte durante il suo ingresso, alle 13,25, in significativo ritardo rispetto al programma, nell’auditorium Benedetto XIII per l’inaugurazione del 684° anno accademico di Unicam. La cerimonia è stata dedicata dal rettore Claudio Pettinari, alla senatrice Liliana Segre, salutata con un lungo applauso dall’assemblea presente all’auditorium. E nell’opuscolo di presentazione, infatti, un frase tratta da “Se questo è un uomo” di Primo Levi:  “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.

Il tema scelto per la cerimonia invece è “Universitas: scrupolo e utopia”. Temi attorno i quali sono ruotati i discorsi di saluto del presidente del Consiglio degli studenti Riccardo Cellocco, del rappresentante del personale tecnico e amministrativo Stefano Belardinelli, della rappresentante del personale docente e ricercatore Valeria Polzonetti, del direttore generale Vincenzo Tedesco ed in particolare del rettore Pettinari. «Utopia era pensare che saremmo stati Università a tre anni dal sisma. Scrupolo è stato farlo nel modo più rigoroso possibile, anche sobbarcandoci carichi di lavoro eccessivi –  ha dichiarato il rettore Pettinari che ha salutato gli studenti con una parafrasi dal romanzo “Re in eterno” di Terence Hanbury White – Cercate sempre, nella vostra vita, di imparare. È l’unica cosa che non fallisce mai, c’è solo una cosa che voi possiate fare per cambiare quanto vi circonda: imparare».  Ha parlato della dote di non arrendersi, il governatore Luca Ceriscioli. «684 anni, nonostante tutto. Nonostante le avversità. Nonostante il sisma. La capacità dell’ateneo di distinguersi in campo accademico e di rinnovarsi –  ha sottolineato il presidente della Regione – Queste doti sono un caso emblematico della marchigianità intesa come insieme valoriale. La caparbietà a raggiungere obiettivi ma anche la flessibilità delle nuove idee, lavorare con impegno e concretezza».

(aggiornamento delle 15,15)

Il discorso di Conte: «Unicam esempio di resilienza Sul decreto sisma lavoriamo insieme»

 

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