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Ha chiuso il “Bar della Loggia”,
l’ultimo nel quartiere Guasco

ANCONA - Era l'unico locale rimasto nella zona oltre a un ristorante. Alice Olivieri l'aveva ereditato dai nonni ma ha gettato la spugna: «Questo quartiere attende dal terremoto del 1972 di essere valorizzato, ma niente. I clienti c’erano, ma non abbastanza»
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Giù i battenti del “Bar della loggia”

di Giampaolo Milzi

E’ andata un po’ come il caso dell’ultimo giapponese che nell’aprile del 1980 vaga ancora per la giungla dell’isola di Mindonoro, convinto che la seconda guerra mondiale non sia finita; lo scopre dalle locali forze dell’ordine che gli Usa hanno sconfitto l’impero del Sol Levante il 2 settembre 1945, e si arrende. Il “Bar della Loggia”, che dal 1985 ha “resistito” nell’omonima, elegante via che da piazza della Repubblica si allunga sul lungomare Vanvitelli, delimitando il confine tra il colle Guasco e l’area portuale, ha abbassato la saracinesca definitivamente l’8 ottobre scorso. E il parallelismo con l’ultimo samurai rimasto isolato in quell’isola del Pacifico quasi del tutto disabitata, non è mica forzato. Già, perché il Guasco, sulla cui cima s’innalza la bellissima cattedrale di San Ciriaco, fiore all’occhiello del grande patrimonio storico-architettonico e paesaggistico di Ancona, dall’8 ottobre è ancora più isolato e deserto, per quanto riguarda negozi, attività commerciali e di servizio. Un paio di mesi fa aveva chiuso anche il “G&G Bar”, all’inizio di via della Loggia. Ora, in tutta la vasta area del colle-penisola sull’Ankon (dal greco “gomito”), ovvero sul golfo dorico, di bar non ce n’è neanche uno. La giovane titolare Alice Olivieri ha gettato la spugna dopo aver sostituito al bancone la nonna e il padre. «Era nei miei progetti farla finita col mio esercizio. – spiega – Ancona è una città bellissima, ma, anche e soprattutto nel rione Guasco, è sporca, la viabilità è un caos. Questo quartiere attende dal terremoto del 1972 di essere valorizzato, ma niente. Ancona è gestita male dal punto di vista amministrativo. I clienti c’erano, ma non abbastanza, mettici anche le tasse troppo alte, e ho preso la decisione. Ora lavoro, sempre in un bar, ma a Jesi».
Via della Loggia, con la Loggia dei Mercanti, gioiello del 1442, che sbuca in piazza Santa Maria, dell’omonima chiesa romanica. Via Pizzecoli, dove si affaccia la Pinacoteca Comunale, che taglia piazza San Francesco con la chiesa di San Francesco alle Scale (1323) e sale ancora, fino in piazza Stracca dove c’è Palazzo degli Anziani, sede del Comune, e poi, a sinistra Palazzo Ferretti (secoli XVI – XVIII), sede del Museo Archeologico, per sfociare infine in piazza del Senato, col Palazzo del Senato (secolo XIII) e la chiesa degli Scalzi del 1706. Strade legate alla memoria del glorioso passato del capoluogo regionale, con palazzi ed edifici di culto stupendi, il cuore del centro storico. Per bere qualcosa, c’è il “Guasco ristorante” in piazza San Francesco, ma mica è un bar. La licenza del fu “Bar della Loggia” è passata ad una società marchigiana, che si è aggiudicata l’asta bandita in Tribunale per il locale. Ma ha pagato solo una piccola parte del prezzo. Turisti e crocieristi, soprattutto, sperano che saldi il resto, e che il bar riapra. E che ne aprano altri, in santa pace.

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