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Ceriscioli: «Mancinelli coerente, ora primarie»
Calenda: «Lei era l’unica possibilità»

MARCHE 2020 - Le reazioni dopo l'uscita della sindaca di Ancona. Il governatore uscente: «La campagna elettorale è iniziata, il nostro avversario è il centrodestra». L'europarlamentare parla di «autogol del Pd» mentre il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, supporter della candidatura a governatrice, si rammarica e chiede di «aiutare il segretario Giovanni Gostoli a cercare la massima condivisione possibile dell'alleanza di centrosinistra, dialogando con il M5S»
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Luca Ceriscioli e Valeria Mancinelli

 

«Apprezzo le parole di chiarimento di Valeria Mancinelli, ora le primarie daranno la giusta spinta». Questo in sintesi il commento di Luca Ceriscioli, governatore delle Marche, dopo l’annuncio della sindaca di Ancona che, per il momento, ha fatto capire di non essere più disposta a stare al gioco del Pd ed è quindi uscita di scena con una diretta Facebook. Mancinelli oggi ha prima spiegato le ragioni della scelta e infine ha rivolto un messaggio lapidario al centrosinistra: «Io sono fuori, non sono un problema. Chi deve decidere decida».

Rispetto a una presa di posizione così netta non si sono fatte attendere le reazioni della coalizione, in primis quella del governatore uscente: «Mancinelli ha dimostrato coerenza rispetto alle dichiarazioni ripetute in questi mesi, ovvero che non si sarebbe mai candidata contro il presidente uscente, riconoscendo il lavoro fatto in questi cinque anni dalla giunta. Ora basta personalismi e divisioni. Dopo questo passaggio di chiarezza il centrosinistra deve andare avanti unitario. La campagna elettorale è iniziata non possiamo più permetterci di perdere altro tempo. Il nostro avversario è il centrodestra che ha già ampiamente dimostrato la pericolosità della sua azione politica. Restituire la parola ai marchigiani con le primarie darà alla coalizione la giusta spinta per restare al governo della regione e per portare avanti il progetto politico del centrosinistra».

Carlo Calenda

Per l’eurodeputato Carlo Calenda (leader di Azione) «il ritiro di Valeria Mancinelli, sindaca di Ancona, dalla corsa a candidato governatore per il centrosinistra, dovuta alle resistenze interne al Pd, è un clamoroso autogol. Valeria, eletta miglior sindaco del mondo, rappresentava l’unica concreta possibilità di vincere in una Regione dove il centrosinistra parte svantaggiatissimo. Davvero non si comprende la scelta del Partito Democratico».

Valeria Mancinelli e Matteo Ricci

Della scelta di Mancinelli dispiace anche a Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e presidente nazionale di Ali, che ha supportato da tempo la candidatura della sindaca di Ancona a governatrice. «Tutti i sondaggi (e anche il comune sentire) dicevano che Valeria Mancinelli fosse, in questo momento, il candidato più competitivo per la presidenza della Regione Marche – dice Ricci –. Mi dispiace della scelta che ha fatto ma la capisco molto; invece di valorizzare la sua disponibilità si è aperto un dibattito con divisioni assurde per chi è sindaco del capoluogo di Regione. Ora spero che prevalga in tutto il Pd marchigiano responsabilità e voglia di vincere. Dobbiamo tutti aiutare il segretario del Pd Marche Giovanni Gostoli a cercare la massima condivisione possibile dell’alleanza di centrosinistra, dialogando con il M5S. Serve una coalizione larga, un candidato unitario e il più autorevole e competitivo possibile da scegliere all’interno della rosa di nomi annunciata da Gostoli. Faccio un ulteriore appello all’unità: basta divisioni e impuntature personali. Diamo tutti una mano a Gostoli e Zingaretti a vincere le regionali. Per quello che posso continuerò a dare una mano a entrambi». Al momento oltre a Ceriscioli ha annunciato la disponibilità di partecipare alle primarie l’ex rettore della Politecnica, Sauro Longhi (leggi l’articolo).

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