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Studenti a lezione di legalità

OSIMO - Il commissario Agnese Marinelli ha tenuto una serie di incontri con i ragazzi dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Laeng-Meucci” per affrontare con loro i temi del bullismo e cyberbullismo, delle dipendenze da droghe e alcol
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Il commissario Agnese Marinelli tiene una lezione di legalità all’Iis Laeng-Meucci

 

Anche per quest’anno scolastico, l’Istituto d’Istruzione Superiore “Laeng-Meucci” di Osimo, sempre molto attento alle problematiche giovanili, ha inserito nella propria offerta formativa il progetto “Educare alla legalità”, con il consolidato contributo del Commissariato di P.S. di Osimo, per diffondere tra i suoi studenti la cultura del rispetto delle regole, necessarie per vivere insieme e per salvaguardare i diritti e le libertà di tutti e per aiutarli a comprendere il valore etico-sociale delle loro azioni.

Durante il ciclo di incontri con i ragazzi e ragazze delle prime e seconde classi dell’Istituto, che si è appena concluso, il commissario Agnese Marinelli ha affrontato tantissimi argomenti: dal bullismo, al cyberbullismo, dolorosamente tanto diffuso e che tanta sofferenza provoca nelle giovani vittime, alle dipendenze da droghe e alcol, che producono pericolose alterazioni comportamentali, fisiche e psichiche, spesso irreversibili. Si è parlato anche di tutte quelle condotte, spesso minimizzate dai ragazzi come scherzo o gioco, ma che in realtà sono veri e propri reati dei quali, con i dovuti distinguo, anche i minorenni, purché quattordicenne, sono responsabili di fronte alle legge.

Il commissario Marinelli ha messo i ragazzi in guardia dai pericoli che si possono annidare in Internet e nei social media, esortandoli a farne un uso sempre molto attento e oculato, e ricordando loro che tutto quello che si decide di pubblicare (immagini, video, messaggi) non appartiene più al singolo, ma diventa patrimonio del mondo virtuale che non ha confini né spaziali né temporali; ha ricordato loro, con le parole di Antonino Caponnetto, che non bisogna avere paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli e di non dimenticare mai che ognuno è artefice del proprio avvenire.

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