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Rifiuti da scavo abbandonati
vicino a un torrente:
denunciato imprenditore edile

SASSOFERRATO - Il titolare della ditta di Piobbico dovrà rispondere del reato di gestione illecita di rifiuti. I carabinieri forestali hanno sequestrato alle pendici del Monte Strega circa 50 metri cubi di materiale, tra terra, roccia e fresato d’asfalto, che l'Arpam dovrà analizzare
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Terra, roccia e fresato d’asfalto di un cantiere abbandonati vicino a un corso d’acqua di Sassoferrato invece di essere smaltiti nell’apposito centro di recupero rifiuti. Nei giorni scorsi i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Sassoferrato hanno denunciato il responsabile legale di una ditta di movimenti terra sorpreso a scaricare rifiuti da scavo proveniente dai lavori di ammodernamento dell’acquedotto in comune di Sassoferrato, lungo un piccolo corso d’acqua, presso una stradina di campagna poco frequentata alle pendici del Monte Strega. I rifiuti, stimati in circa 50 metri cubi, sono stati immediatamente sequestrati e verranno analizzati nei prossimi giorni dall’Arpam di Ancona. Tali cumuli erano costituiti da terra e roccia (potenzialmente contaminate) ma anche pezzi di asfalto provenienti dal cantiere stradale in cui la ditta stava operando. Invece di conferirle presso il centro di recupero a cui erano destinati i rifiuti, l’impresa ha scaricato i rifiuti a circa 1,5 km dal cantiere, sperando di risparmiare sui costi di trasporto e di gestione. Ora il titolare della ditta con sede a Piobbico dovrà rispondere del reato di gestione illecita di rifiuti previsto dal Testo Unico dell’Ambiente e farsi carico della bonifica. Rischia fino a due anni di arresto e ventiseimila euro di ammenda qualora i rifiuti risultassero classificati come “pericolosi” dopo le analisi.

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