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Dalla strada a un letto d’albergo:
12 clochard ‘salvati’ da un poliziotto
«Non potevo far finta di niente»

LA STORIA di un agente in servizio ad Ancona e la voglia di dare un mano a chi un tetto, fino a ieri, non lo aveva e passava le notti tra l'interno e l'esterno della biglietteria del porto. Grazie alla sua intermediazione, sono stati sistemati in 3 strutture ricettive. Il Comune si farà carico delle spese
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I senzatetto alla stazione marittima

 

Dodici persone senza un tetto sotto il quale stare, se non quello del cielo, nel porto. Da qualche giorno ormai si alternavano tra l’esterno e l’interno della biglietteria marittima  fino a quando un agente in servizio alla polizia di Frontiera del porto di Ancona, non ha iniziato a interessarsi personalmente del caso ritagliando del tempo per il prossimo. La situazione, inizialmente “invisibile” agli occhi della città, grazie all’interessamento di questo poliziotto (S.P. le sue iniziali) si è così mostrata a tutti, emergendo pian piano. I 12 clochard del porto hanno trovato degli albergatori disposti ad ospitarli. Le spese saranno coperte dal Comune. La vicenda si è conclusa ieri sera, con lo spostamento dei senzatetto dal porto a tre strutture ricettive della città. A ricapitolare questi giorni trascorsi nel silenzio e il compimento di una piccola grande impresa è lo stesso poliziotto, colui che è riuscito a strappare dalla strada 12 persone. Ha scritto una lettera, ha voluto condividerla con Cronache Ancona:
«Voglio ringraziare chi mi ha aiutato in una piccola impresa a favore di un gruppo di persone bisognose, senza un tetto dove poter dormire e abbandonate a un destino ingiusto. In questo periodo particolare della nostra storia, mentre tutti siamo obbligati a stare a casa, perché una casa ce l’abbiamo, esistono persone che questo obbligo/privilegio non ce l’hanno, non possono averlo. Sono i senzatetto, i clochard, come molti li definiscono. Vivono per strada per svariati motivi, ognuno di loro ha una storia, diversa una dall’altra, come le impronte digitali di ognuno di noi. Ebbene sì, l’altra sera (la settimana scorsa, ndr) erano in 12 lì nel porto di Ancona, era quasi notte, l’ultima nave aveva finito di sbarcare i mezzi provenienti dalla Grecia, iniziava a nevicare, era freddissimo e loro lì a prepararsi un “letto” chi su una panchina di ferro, chi su un cartone disteso per terra. Non ce l’ho fatta a far finta di niente perché non è da me e mi sono detto “Devo trovare una soluzione per il bene di queste persone”.
Sono esseri umani. Ho preso il telefono, ho fatto un paio di telefonate, poi sono stato richiamato, autorizzato a portare questa gente al caldo, protetti da un tetto e quattro pareti dove passare una notte diversa, una notte da esseri umani. Qualcuno mi stava aiutando ad aiutare, da solo non ce l’avrei fatta. Poi la telefonata all’angelo Remo Baldoni, presidente e operatore del Servizio di Strada Onlus di Ancona che, informato della presenza di queste persone, arrivava sul posto dopo 15 minuti, carico di coperte, sacchi a pelo e bevande calde. Finalmente una buona notte per i nostri amici. La mattina alle 7 riprendo servizio, ritorno a trovarli ed erano tutti svegli, felici e sereni, in attesa di qualche buona notizia per loro. Mi attacco di nuovo al telefono, parlo con tante persone, persone con un cuore grande, inizia un tamtam difficile da fermare, si susseguono messaggi, informazioni , scambio di notizie, di numeri di telefono, ancora telefonate e telefonate, per tutto il giorno fino a sera tardi.Ne iniziano a parlare gruppi WhatsApp e Facebook, partecipano alla solidarietà tantissime persone, riusciamo ad arrivare fino alle orecchie di chi la soluzione la può trovare. Siamo arrivati ad oggi, a poche ore fa, prima di decidere di scrivere tutto questo: una telefonata mi comunica che la soluzione è vicina. Il Comune di Ancona e i servizi sociali, con la collaborazione di tutti, hanno finalmente trovato un posto dove poter far vivere degnamente queste persone, hanno trovato un tetto per loro».

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