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Montelago rimandato al 2021
«Se non si può fare bene
meglio aspettare un anno»

LA DECISIONE annunciata dagli organizzatori del Celtic festival che ogni anno anima la piana a Taverne di Serravalle
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Una delle precedenti edizioni

 

Montelago Celtic Festival quest’anno non si farà e la diciottesima edizione slitta direttamente al 2021. La decisione annunciata oggi dagli organizzatori del festival che ogni anno i primi di agosto raduna migliaia di appassionati al confine tra Umbria e Marche, a Taverne di Serravalle. Le nuove date sono quindi 5, 6 e 7 agosto 2021.  Le ragioni sono di carattere sia organizzativo che ideologico, per non “tradire” lo spirito dell’evento che risulterebbe snaturato con distanziamento fisico e mascherine: «In qualche modo Montelago si sarebbe anche potuto fare – dicono gli organizzatori – ma se non si può fare per bene, che non lo si faccia affatto. Siamo disposti a prolungare l’attesa di un anno».

Di seguito nota integrale degli organizzatori: «La XVIII edizione del Montelago Celtic Festival verrà rimandata al 5, 6 e 7 Agosto 2021. In queste settimane ci siamo confrontati molto con le istituzioni di pubblica sicurezza, abbiamo letto e riletto i vari decreti, abbiamo ragionato su diverse possibilità per permettere lo svolgimento della manifestazione. In qualche modo, Montelago si sarebbe anche potuto fare. Guardando solamente il codice burocratico, l’enorme disponibilità di spazi aperti di cui è ricco il territorio che ci ospita avrebbe permesso un buon grado di distanziamento sociale. Ancor prima dell’esplosione della pandemia, avevamo studiato un modo per assicurare un’igienizzazione continua dei bagni. Ci eravamo persino attrezzati per ridurre al minimo le transazioni cartacee di biglietti e denaro, o per controllare le temperature all’ingresso con termoscanner certificati. Tutto ciò, sarebbe andato a rispondere perfettamente alle normative vigenti sulle manifestazioni pubbliche. Ma, come abbiamo sempre detto, la burocrazia va affrontata con lo spirito del druido, non con quello furbesco di un Vermilinguo. Siamo sinceri: igienizzare, mascherare, misurare non sono la basi su cui si fonda lo spirito del festival. Utili mezzi, sicuramente, ma il fine è ben altro. Che Montelago sarebbe senza la possibilità di danzare sotto il palco? Che Montelago sarebbe senza scambio continuo di baci, braci e abbracci? Che Montelago sarebbe senza le gelide docce comuni? Senza la promiscuità di un campeggio libero o l’energia impetuosa di un Mortimer Pub non contingentato? Senza i fuochi dei falò attorno ai quali bruciare la grande epidemia della noia #quotidiana? E allora, se non si può fare per bene, che non lo si faccia affatto. Siamo disposti a prolungare l’attesa di un anno. Ma siamo anche determinati a combattere nel caso in cui le misure necessarie dell’oggi dovessero divenire un pretesto per omologare le feste del domani. Siamo convinti che sarete con noi, in questo cammino».

Anche se il festival non si farà «stiamo studiando altri modi per far sì che il folk continui a risuonare in terra di marca. A breve di annunceremo una bella sorpresa per il 7 agosto».

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