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Ancona ‘Capitale della Cultura 2022’
per raccontare ‘L’Altro’
come incontro, trauma e cura

LA SFIDA - Presentato oggi pomeriggio alla Mole il dossier sulla candidatura. Un progetto articolato su una narrazione della città, dalla bellezza del mare ai suoi luoghi simbolo, fino alle periferie che ne racconterà l'essenza. Da febbraio a maggio 2021 sono in programma incontri e laboratori di co-creazione e preparazione all'evento
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Un momento della presentazione del dossier sulla candidatura di Ancona a Capitale della cultura italiana 2022, svoltasi oggi pomeriggio alla Mole

 

Ancona rilancia la sua partecipazione per “Capitale Italiana della Cultura 2022” e nel tardi pomeriggio di oggi, domenica 2 agosto, alla Mole Vanvitelliana, luogo simbolo della città, ha presentato il corposo dossier a sostegno della candidatura. Un racconto a più voci, reso ancora più atipico a causa del Covid e del lockdown, ma condiviso dal Comune con associazioni sociali e culturali, imprese, singoli cittadini e professionisti. L’evento, al quale ha partecipato, con un intervento video anche il sindaco Valeria Mancinelli, è stata utile per illustrare il meccanismo del bando ed i contenuti del progetto ispirato a un tema filosofico attualissimo, quello del rapporto e dell’incontro con l’Altro. «Se oggi, da un lato, la cultura è chiamata a lavorare in favore della coesione, dell’inclusione, della tenuta di un tessuto sociale che tende a sfibrarsi, dall’altro Ancona è una città che nasce, vive e quasi muore in virtù dell’incontro, del legame e del conflitto con l’Altro. -si legge nella premessa del progetto – Su questa base, il tavolo di co-creazione ha messo a disposizione delle cittadine e dei cittadini intenzionati a proporre progetti una dispensa di lavoro, e avviato così una serie di tavoli e gruppi sino ai primi due mesi del 2020».

TRE CITTA’ IN UNA – Sono tre le idee-fulcro attorno alle quali ruoterà il progetto culturale he racconterà la Ancona ‘Città-Mare’, la ‘Città-Mole’ e la Città-capoluogo attraverso la narrazione del tema dell’Altro, da esplicare e declinare attraverso la Città, il Corpo, e la Cultura. A partire dal 2021, infatti, Ancona intende ospitare un percorso di formazione biennale articolato su queste tre idee concettuali, che l’era Covid ha reso ancora più contestuali, con incontri, laboratori, workshop a Palazzo Camerata. «Tre temi cruciali da affrontare nell’anno di avvicinamento alla capitale e in quello successivo, per dare un senso e un’intensità alle produzioni che appaiono nel 2022 come frutto di una maggiore coscienza civile e culturale.- sottolinea la relazione al progetto – Il ruolo della città oggi, in un’epoca di radicale trasformazione del concetto di relazione sociale e personale, di aggregazione, di “assembramento”; il ruolo del corpo e dell’incontro tra corpi, oltre la mera prospettiva tecnico-scientifica; il ruolo della Cultura, al tempo stesso fragile e reattiva».

L’ANNO DI PREPARAZIONE – Da febbraio a maggio 2021, sono quindi  in programma una serie di incontri e laboratori di co-creazione mettono in relazione le proposte, individuano i denominatori comuni, istituiscono la rete di ospitalità culturale di Ancona, Da settembre a dicembre 2021 si dà corpo e concretezza a quanto stabilito nei tavoli di co-creazione, realizzando infrastrutture e organizzazioni; dal primo giorno dell’anno della cultura la città si fa trovare apparecchiata per la visita dell’Altro. A inizio 2022, si ripartirà dall’Ala Nuova della Mole Vanvitelliana, 6000 mq che concludono il restauro del complesso monumentale e si trasformano, immediatamente, in grande luogo della produzione culturale attraverso spazi dedicati alla musica dal vivo, laboratori e percorsi per le giovani generazioni. «Arte, scenografie, temporaneità degli eventi, musica e soprattutto possibilità di trovare un terreno fertile in cui coltivare i propri desideri, si collocano in questo spazio che va ad affiancare le sale espositive della Mole, il suo centro congressi, la Corte esterna e gli affacci sul mare e diviene dal 2022 Antenna del Gai – Giovani» viene spiegato nel dossier per la candidatura.

La Mole vanvitelliana di Ancona

GLI SPAZI E I CONTENITORI CULTURALI – Lo spazio esterno alla Mole si trasformerà per l’anno della cultura in un grande luogo della possibilità: i binari in disuso vengono coperti dal prato e da allestimenti che permettono traffico pedonale e mobilità dolce; il mare e le barche ormeggiate nello specchio d’acqua che circonda il monumento divengono scene per attività ed eventi, per comunità E così si riallaccia il legame che, conduce al Porto Antico. Il Porto Antico diventerà la grande arena per spettacoli all’aperto. La linea di costa torna ad essere unita, in un paesaggio che parla di arte, di archeologia, di lavoro, di scambio e confine: una realtà unica, pedonale e ciclabile, collegata attraverso mezzi pubblici sostenibili, protesa nel mare eppure allacciata senza soluzione di continuità al centro cittadino. Qui, le persone si muoveranno nell’anno della cultura per assistere, ma soprattutto per creare relazione, viversi a vicenda e produrre contenuti, che immediatamente trasformeranno l’intero spazio urbano e portuale nel rispetto di lavoro, cultura, economia. Da non trascurare neanche lo spazio del centro storico, del Colle Guasco, con i suoi Musei e il Parco del Cardeto intitolato al grande poeta anconetano Franco Scataglini, che ospiterà progetti importanti, nuove produzioni culturali, percorsi di valorizzazione e relazione di questi luoghi simbolo. Infine sarà protagonista anche lo spazio in periferia dove nascono produzioni che vitalizzano grazie al lavoro, fianco a fianco, delle istituzioni, dei festival con le associazioni di residenti.

Il pPorto Antico

IL TEMA: L’ALTRO – Anche in questo caso saranno tre le modalità di racconto dell’Altro, La prima concepisce l’Altro come Incontro «e racchiude progetti materici che trattano linguaggi creativi contemporanei come la musica, la letteratura, l’arte, il teatro. Sono produzioni che prevedono grande interazione con il pubblico, partecipazione fortissima e apertura verso altri orizzonti» spiega la relazione. I progetti Incontro sono mostre, occasioni sociali, concerti, eventi di spettacolo che mettono al centro la relazione, l’ingaggio, la scoperta dell’altro nell’esistenza individuale e collettiva e saranno partecipati da: World Youth Orchestra, Orchestra dei Fiati di Ancona, Festival Spilla, Arci, Manuel Agnelli, Arcidiocesi Ancona-Osimo, Università Politecnica delle Marche, MIRA, Mauro Ermanno Giovanardi,Denis Curti, Inteatro Festival, Marche Teatro, Ancona FotoFestival, Marco Baliani, Musei Civici, Stefano Zuffi, Festival Adriatico Mediterraneo, Portobello, Gruppo Amatori, Lucia Mascino, Andrea Caimmi le opere di Gio Pomodoro, Stefano Zuffi, Cantiere delle Marche e CNR – Irbim, Galleria Puccini. L’Altro come Trauma invece si riferisce a progetti che mettono in evidenza un tipo di incontro che si rivela traumatico: le cicatrici, i conflitti, le complessità, le intrusioni, tutto ciò che può creare un’esigenza di risoluzione e di riassestamento. «La schiettezza di Ancona introduce nel dossier il tema del trauma che, sempre, deriva dall’incontro con l’Altro. Trauma è conflitto, ma anche gestione del conflitto, confronto che cresce una comunità, coscienza della differenza» specifica il dossier. Vi partecipano: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Bookmarchs, Emidio Clementi, Fabio Pedone, Fondazione Ermanno Casoli, Mappe, Università Politecnica delle Marche, Università di Camerino, Festival Cinematica, Poliarte, Accademia56, Conero dance Festival, Zona Musica, Biblioteca Comunale, Federico Leoni. Infine L’Altro come Cura per l’esplicazione di quei progetti che hanno uno spirito sociale forte,«che si impegnano per la riqualificazione di spazi e che cercano di ricucire un tessuto sociale sfibrato. La Cura dell’altro non è solo, né tanto, un gesto medico, quanto la Cura di una relazione e dunque di se stessi. Prendersi cura (dell’altra persona, della comunità, della città, del pianeta) è ciò che determina una civiltà» chiarisce la relazione. Vi partecipano: Istituti Comprensivi Ancona, Massimo Recalcati, Comunità Ebraica di Ancona, Studio Guastalla, Museo della città, Festival La punta della lingua, ASUR Azienda Sanitaria Unica Regionale, Polo9 Cooperativa Sociale, Sineglossa Creative Ground, Arkopolis.

COMUNI E ENTI CHE SOSTENGONO LA CANDIDATURA – C’ è poi tutta una serie di progetti proposti da importanti centri di cultura delle Marche a sostegno della candidatura del capoluogo di Ancona, a  testimoniare legami e consapevolezza della necessità di una diffusa rete di cooperazione e di offerta culturale. Tra questi, sono già programmati nel dossier i progetti proposti dal Comune di Senigallia, dalla Santa Casa di Loreto, dal Comune di Macerata, dall’Università di Macerata, con la curatela del rettore Francesco Adornato.

Redazione CA

(foto Giusy Marinelli)

L’assessore Paolo Marasca che ha presentato il progetto

Il direttore di Poliarte, Pierlorenzi

 

La Mole

Il porto antico

 

 

Capitale Italiana della Cultura, Ancona rilancia la sua candidatura

Capitale italiana della Cultura: Ancona ci riprova nel 2022

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