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Licenziamenti Jp Industries:
il sottosegretario Morani
convoca un tavolo al Mise

FABRIANO - La parlamentare esprime sconcerto per la comunicazione dell’azienda ai sindacati: «Non più tardi della prima settimana di agosto ci aveva assicurato la volontà di presentare una nuova istanza di concordato al tribunale di Ancona» riferisce. Nel decreto rilancio previsti interventi nel capitale sociale delle imprese con piu’ di 250 dipendenti e contributi a fondo perduto a salvaguardia dell'occupazione
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Alessia Morani

 

 

Licenziamenti collettivi annunciati per i quasi 600 lavoratori degli stabilimenti Jp Industries di Fabriano e Gaifana: all’indomani della comunicazione della direzione aziendale ai sindacati sull’intenzione di aprire una procedura di mobilità per tutti i dipendenti di Marche e Umbria, esprime più di una perplessità anche Alessia Morani, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, annunciando la convocazione di un tavolo al Mise a settembre. Appreso con «sconcerto dalla stampa che la Jp Industries avrebbe annunciato una procedura di mobilità per 584 lavoratori occupati tra Marche ed Umbria» scrive la Morani «in accordo con la sottosegretaria Todde convocheremo al Mise il tavolo di crisi per la prima meta’ di settembre. Non abbandoneremo di certo quei lavoratori. Abbiamo fatto numerosi incontri con la proprietà e le parti sociali per trovare insieme una soluzione. Siamo rimasti costantemente in contatto con la Jp industries che non più tardi della prima settimana di agosto ci aveva assicurato la volontà di presentare una nuova istanza di concordato al tribunale di Ancona». La sottosegretaria riferisce inoltre che «il Mise si è dotato nel frattempo di nuovi strumenti di soluzioni delle crisi, oltre a quelli già previsti dalla legge 181/89, attraverso il fondo per le crisi d’impresa istituito con il decreto rilancio dove si prevedono interventi nel capitale sociale delle imprese con piu’ di 250 dipendenti e contributi a fondo perduto finalizzati alla tutela dei livelli occupazionali. Questi strumenti possono essere messi a disposizione anche per affrontare la crisi della JP industries che si trascina ormai da quasi dodici anni. Aspettavamo un piano industriale che non è mai arrivato e per questo riteniamo inaccettabile che siano i lavoratori a dovere pagare per questa inerzia». La parlamentare marchigiana specifica infine di aver contattato personalmente i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil «e mi sono resa immediatamente disponibile ad incontrare le Rsu di Marche e Umbria già a partire da lunedì».

Indelfab-Jp Industries, annunciata mobilità per i lavoratori di Marche e Umbria

 

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