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Licenziamenti collettivi ex Jp Industries,
percorsi alternativi alla mobilità
da esplorare solo al tavolo del Mise

VERTENZA - Oggi il primo incontro tra organizzazioni sindacali e l'azienda. Fim, Fiom e Uilm: «La cassa integrazione Covid scadrà il 6 settembre e rischia di lasciare le lavoratrici ed i lavoratori senza coperture. Urge il vertice ministeriale»
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I lavoratori della ex Jp Industries di Fabriano durante la manifestazione di agosto (foto Fiom Ancona)

 

Concluso da poco, oggi pomeriggio, l’incontro tra organizzazioni sindacali e l’Indelfab la newco nata dalla Jp Industries, che ha annunciato la procedura di mobilità e i licenziamenti collettivi per i 584 lavoratori degli stabilimenti di Marche e Umbria.«Le parti sociali hanno ribadito all’azienda la necessità di ritirare la procedura di mobilità, in quanto altri percorsi sono possibili e vanno esplorati. – sottolinea una nota delle segreterie Fim, Fiom e Uilm di Ancona e Perugia – L’azienda ha manifestato una disponibilità a fronte del fatto dell’individuazione di strumenti di sostegno. Si rende quindi necessaria la convocazione in tempi rapidissimi del tavolo al Mise per dare applicazione agli impegni presi sia dalle istituzioni che dall’azienda, ricordando la scadenza imminente della Cigo Covid il prossimo 6 settembre che rischia di lasciare le lavoratrici ed i lavoratori senza coperture». Domani, 2 settembre, ore 12.30 a Fabriano, presso la Curia Vescovile in Piazza Giovanni Paolo II, Cgil Cisl e Uil della zona di Fabriano con le rispettive federazioni dei metalmeccanici incontreranno l’arcivescovo di Fabriano e Camerino, mons. Francesco Massara che aveva espresso solidarietà ai lavoratori.

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