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Restauro terminato per il polittico
dei Vivarini, il sindaco:
«L’opera più importante di Osimo»

LE TAVOLE quattrocentesche restituite alla loro bellezza originale saranno visitabili al Museo Diocesano con aperture straordinarie dal 18 al 20 settembre in occasione della fiera di San Giuseppe
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Il prezioso polittico Vivarini prima del restauro

 

«Il 18 settembre sarà una giornata importante per Osimo: nel giorno della festa del patrono una tra le opere più importanti del nostro patrimonio storico-artistico tornerà alla città dopo il restauro. Sul Polittico dei Vivarini, che risale al 1400, ci abbiamo investito 30mila euro e un anno e mezzo di lavoro. Ora siamo pronti a mostrarlo alla città al Museo Diocesano in attesa che gli spazi del museo civico, danneggiato dal terremoto tornino fruibili».

da sx: la restauratrice Pasarini, il sindaco Pugnaloni e l’assessore Pellegrini nel video messaggio in diretta Fb

E’ stato il sindaco Simone Pugnaloni, nella tarda mattina di oggi con un video messaggio ad annunciare la novità in diretta Fb, seduto accanto all’assessore Mauro Pellegrini e alla restauratrice che ha curato l’intervento, Maria Laura Passarini. Prima della celebrazione della messa per il santo patrono, il 18 settembre alle ore 9.45 nei giardini dell’episcopio sarà illustrato il progetto di restauro conservativo che ha ridato luce al polittico commissionato dai francescani osimani, presenti da 800 anni in città, ai fratelli veneti Antonio e Bartolomeo Vivarini per abbellire la chiesa dell’Annunziata vecchia, demolita nei secoli scorsi.

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L’opera fu poi trasferita nella chiesa dell’Annunziata nuova, al Cimitero Maggiore e successivamente al decreto Valerio, insieme al quadro della Vergine di Lorenzo Lotto esposto nella chiesa del cimitero, fu trasferito nel palazzo municipale. Nel 1911 la tela del Lotto fu rubata e mai più ritrovata, il polittico invece rimase esposto nella sala che porta il suo nome fino al 2000 quando fu spostato nel museo civico (dal 2017 dopo il sisma si trova nel museo diocesano). Negli anni ‘50 e ‘70’ del secolo scorso aveva subito restauri definiti dalla stessa Passarini «molto invasivi». L’esperta ha spiegato che sono stati necessari due passaggi per recuperare l’opera e riportarla al suo splendore originario. «Era sotto l’attacco degli insetti xilofagi che hanno compromesso la parte lignea e della cornice e  delle tavole, e nei precedenti restauri erano state utilizzate sostanze aggressive come la soda caustica sulla pittura a tempera. E poi c’è stato un uso di vernici molto pesanti che hanno mascherano la cromia originale. – ha chiarito – Effettuata quindi una prima parte di pronto intervento, il passaggio successivo è stato quello della rimozione delle vernici che oscuravano l’aspetto originale e dell’accompagnamento cromatico sia della cornici dorate che delle pitture, in modo da restituire un’unità di pittura armoniosa dell’opera, rispettando la storia e la sua originalità».

Maria Laura Passarini

L’assessore Pellegrini ha ricordato invece come lo storico dell’arte Pietro Zampetti considerasse Osimo «un importante centro della pittura veneta nelle Marche. Una delle opere che lo testimoniano è proprio questo polittico dei Vivarini, poi c’era un trittico di Veneziani che fu ceduto in passato e che oggi si trova in un museo a Houston; la tela di Antonio Solario esposta nella basilica di San Giuseppe da Copertino e la tela di Lorenzo Lotto trafugata dai ladri. Il restauro del polittico Vivarini, è stato reso possibile grazie allo strumento dell’art bonus per un 50% e per la restante somma dai fondi stanziati nel bilancio del Comune. Voglio pertanto ringraziare i privati che hanno donato offerte». Pellegrini ha infine ribadito che il polittico resterà esposto al Museo Diocesano «con cui è stata stretta una convenzione in attesa della sistemazione dei locali del museo civico». L’amministrazione comunale sta da tempo valutando l’istituzione di un polo museale unico.  In via eccezionale l’assessore oggi ha anche annunciato che, «in occasione della fiera di San Giuseppe, il 18 19 e 20 settembre, sarà possibile ammirare l’opera restaurata al Museo Diocesano dalle ore 10 alle 12.30 dalle 16 alle 19.30».

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