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Indelfab, da azienda in liquidazione
a procedura per cessazione
Fiom: «Serve un piano di rilancio»

FABRIANO - L’ex Jp Industries ha inoltrato al Ministero del Lavoro la richiesta di Cigs e se ne parlerà il 9 mattina in video conferenza. Per l’organizzazione sindacale in questa fase si possono utilizzare tutti gli strumenti previsti dal governo per la gestione dell’emergenza sanitaria, per avere maggior tempo per costruire un progetto di salvaguardia industriale
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(foto d’archivio)

 

 

Lo scorso 26 ottobre l’azienda Indelfab di Fabriano (l’ex Jp Industries) ha inoltrato al Ministero del Lavoro la richiesta di Cigs per cessazione di attività a cui è seguita la convocazione per l’esame congiunto che si svolgerà la mattina del 9 novembre in modalità videoconferenza. «Alla luce dei nuovi strumenti messi a disposizione dal Governo per la gestione dell’emergenza sanitaria, la Fiom di Ancona ritiene indispensabile continuare con il percorso che ha portato al ritiro della procedura di licenziamento collettivo, coinvolgendo nella discussione anche il Mise, per valutare la possibilità di usufruire delle ulteriori settimane di Cigo Covid,a fronte di garanzie di rifinanziamento della Cigs per cessazione anche per l’anno 2021» fa sapere una nota della segreteria Fiom di Ancona. «Questo – prosegue – al fine di avere più tempo possibile a disposizione per costruire insieme il percorso che porti all’auspicata salvaguardia del maggior numero possibile di posti di lavoro, ad una gestione sociale condivisa ed al rilancio industriale su cui tutte le istituzioni hanno garantito massima disponibilità ed impegno, a fronte di un progetto concreto e credibile». Ad oggi non si hanno ancora notizie in merito alla procedura di concordato che stiamo aspettando dal mese di Agosto e che dovrebbe chiarire le reali intenzioni dell’imprenditore. «Su questa specifica vertenza – rimarca la Fiom Ancona – diventa indispensabile un’attenzione particolare anche della nuova Giunta delle Regione, soprattutto alla luce dell’importanza strategiche del settore del Bianco nell’entroterra e dei numeri di posti di lavoro che sono in ballo». La Fiom di Ancona chiama pertanto tutti ad uno sforzo straordinario per scongiurare un dramma industriale, sociale ed occupazione «che il territorio di Fabriano non può permettersi» sottolinea.

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