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Padre Bernardino Piccinelli,
Papa Francesco riconosce
le sue ‘virtù eroiche’

ANCONA - Con il decreto della Congregazione delle Cause dei Santi, la Chiesa candida alla beatificazione il compianto vescovo ausiliario della Diocesi di Ancona-Osimo. «La sua infanzia, la sua vocazione, il suo sacerdozio e il suo episcopato sono stati segnati dalla profonda fede che lo hanno illuminato, nella forte speranza e operosa carità» ricorda l’arcivescovo Angelo Spina
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Padre Bernardino Piccinelli

 

 

Papa Francesco riconosce le virtù eroiche del servo di Dio don Bernardino Piccinelli, compianto vescovo ausiliare della diocesi di Ancona-Osimo. E’ il  primo passo nel processo di beatificazione del religioso tanto amato e rimasto nel cuore dei fedeli. «Ieri, 21 dicembre, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’udienza, il Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i decreti riguardanti le virtù eroiche del Servo di Dio Bernardino Piccinelli (al secolo: Dino), dell’Ordine dei Servi di Maria, vescovo titolare di Gaudiaba ed ausiliare di Ancona; nato il 24 gennaio 1905 a Madonna dei Fornelli, frazione di San Benedetto Val di Sambro e morto ad Ancona il 1 ottobre 1984». Ad annunciare la novità è mons. Angelo Spina arcivescovo metropolitano di Ancona-Osimo. «Recandomi nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Ancona, sono rimasto sempre colpito dalle numerose attestazioni nel registro, dove i fedeli scrivono le loro riflessioni e preghiere, e nel vedere tanti pregare, in silenzioso raccoglimento sulla tomba di padre Bernardino Piccinelli. – sottolinea il presule – É stato un pastore, diremmo oggi, con “l’odore delle pecore”. Un pastore in mezzo alla gente. La sua infanzia, la sua vocazione, il suo sacerdozio e il suo episcopato sono stati segnati dalla profonda fede che lo hanno illuminato, nella forte speranza e operosa carità. – continua mons. Spina. – Padre Bernardino, parroco della chiesa del Sacro Cuore ad Ancona, sotto i bombardamenti, durante la seconda guerra mondiale, non abbandonò mai la città. In una sua preghiera così si rivolgeva al Signore: “Signore, finché ci sarà un parrocchiano resterò in città; Tu toglimi la paura”».

Tra il bombardamento del primo novembre del 1943 e la liberazione del 1944 chiese, indifferentemente ai tedeschi ed agli alleati, aiuti per le famiglie ridotte alla fame. Padre Bernardino scriveva: “Io non ho nemici, ma solo fratelli da aiutare”. Nel 1972, vescovo ausiliare di Ancona, fu riferimento in città per i mesi del terremoto, come quando, nel 1982, ci fu la frana, che mise in ginocchio parte della città. Da alcuni venne definito il “vescovo bambino”, perché metteva insieme semplicità, saggezza e intuito nel comprendere lo stato d’animo delle persone. «Era severo nella dottrina, – conclude l’arcivescovo, – ma infinitamente comprensivo con le persone. Riceveva chiunque lo cercava, aiutava i poveri e i bisognosi, sempre a disposizione delle persone per consolare. Amabile nello stile, sorridente e benedicente. Un uomo mite con la grande devozione alla Vergine Maria. Padre Bernardino Piccinelli, ha mostrato il volto più bello della Chiesa, quello della santità. Si è lasciato abitare da Dio e con la sua vita ha testimoniato il Vangelo. Ogni cristiano, vivendo con amore e offrendo la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova, nella misura in cui si santifica, diventa più fecondo per il mondo, è questa l’eredità di Padre Bernardino. La bella e buona notizia, del riconoscimento delle virtù eroiche di padre Bernardino Piccinelli, giunta in prossimità dei giorni del Santo Natale, invita tutti noi a rendere grazie a Dio, a intensificare la nostra preghiera e a dire grazie al santo Padre Papa Francesco che ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto».

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