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Tragedia alla stazione di Jesi, Uil:
«Controlli severi sulla sicurezza»

E' QUANTO richiesto dalla sigla sindacale dopo l'incidente sul lavoro che questa mattina ha ucciso un operaio di 55 anni
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«Esprimiamo la nostra vicinanza, in un momento così triste e drammatico, alla famiglia dell’operaio morto sul lavoro stamattina presso la stazione ferroviaria di Jesi. Al tempo stesso vogliamo esprimere anche tutta la nostra rabbia per l’ennesima vittima sul lavoro, una delle prime per questo nuovo 2021. Inutile dire che di fronte a queste sciagure occorre non abbassare la guardia, fare controlli, perseguire l’adozione di tutti i sistemi di sicurezza etc etc: lo diciamo ogni volta che ci si trova di fronte ad un infortunio sul lavoro». Così Uil Marche sull’incidente mortale sul lavoro avvenuto questa mattina alla stazione di Jesi, nell’ambito della riqualificazione dello scalo. A perdere la vita, un 55enne campano  «Le parole e le denunce, oltre alla mobilitazione, che come sindacato siamo soliti esternare in momenti simili risultano vane se poi ogni volta, passata qualche settimana, ci si dimentica dei lutti e si ritorna ad operare come prima, come se non fosse accaduto nulla. Esigiamo più controlli, severi e puntuali ma costanti, così come esigiamo che si lavori molto di più sulla cultura della sicurezza, che a nostro avviso è la vera chiave di volta per scardinare questo infernale meccanismo di morte sul lavoro. Stessa cosa vale per i contratti applicati, le ore di lavoro svolte, le ore ed i turni di riposo; tutti fattori che incidono pesantemente sui livelli di sicurezza. Soprattutto va chiarito una volta per tutte che la sicurezza non deve essere vista come un costo, ma come un’opportunità, altrimenti continueremo a piangere l’ennesima vittima di infortunio sul lavoro».

Incidente sul lavoro a Jesi: operaio muore travolto da un mezzo meccanico

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