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Sugli sci dal 15 febbraio,
ma la neve si sta sciogliendo
«Oltre al danno la beffa»

IMPIANTI - Via libera del Cts all'apertura, l'incognita è legata alle precipitazioni. Tosoroni di Sarnano Neve: «Sono molto scettico, la stagione è andata». Cangiotti, Bolognola Ski: «Ora non ci resta che sperare che febbraio e marzo ci regalino qualche bella nevicata per poter sciare fino a Pasqua». A Frontignano ci si consola con il prossimo collaudo delle seggiovie, ultimo atto tecnico per rimetterle in funzione
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Webcam Bolognola Ski

 

di Monia Orazi

Le temperature da primavera inoltrata stanno progressivamente sciogliendo la neve che alle quote più basse intorno ai 1200 metri è già quasi del tutto sparita.

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Sassotetto nella webcam Scenari digitali

Man mano che si sale di altitudine il manto bianco avvolge i declivi e le cime dei monti, ma quella della neve resta l’incognita più grande per una ripresa delle sciate sui Sibillini, che saranno libere per tutti dal 15 febbraio, data in cui potranno riaprire gli impianti sciistici dopo l’ok del Cts. Di fatto nei giorni in cui il “giallo” consente di muoversi tra Comuni, in tanti hanno raggiunto Frontignano, Pintura e Sassotetto, per sciare anche senza impianti aperti. La prima buona notizia arriva da Frontignano di Ussita, è previsto nei giorni 16, 17 e 18 febbraio il collaudo da parte dell’Ustif (ufficio speciale trasporti ad impianti fissi) delle seggiovie lo Schiancio-le Saliere e Pian dell’Arco-Belvedere, che sono state riparate dai danni del sisma. E’ l’ultimo atto tecnico, che era stato sollecitato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Silvia Bernardini, necessario per rimetterle in funzione ed aprirle alla fruizione del pubblico, a quattro anni e mezzo dal terremoto. I lavori erano stati stralciati dal complesso degli impianti sciistici, gravemente danneggiati dal sisma e finanziati con 8 milioni di euro di fondi, proprio perchè essendo meno danneggiati sono bastati pochi mesi per il recupero. Se il collaudo sarà positivo, potranno essere rimesse in funzione.

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Francesco Cangiotti

Tutto pronto a Bolognola, spiega Francesco Cangiotti direttore della stazione Bolognola Ski: «Confidiamo almeno di poter riaprire dal 15 febbraio, soprattutto anche in nuove nevicate. Il caldo di questi giorni ha ridotto notevolmente il manto nevoso e sarebbe una beffa che il 15 possiamo aprire ma non avremo più la neve. Noi comunque siamo pronti; abbiamo predisposto tutte le segnaletiche e dispositivi di sicurezza Covid per garantire il giusto distanziamento; il sistema di vendita online degli skipass è pronto. Il sabato e domenica sarà possibile acquistare lo skipass solo online proprio per contingentare gli ingressi con skipass a numero chiuso, mentre durante la settimana sarà operativa anche la biglietteria di stazione, ma consigliamo anche qui l’acquisto dal portale. Ora non ci resta che attendere che febbraio e marzo ci regalino qualche bella nevicata per poter sciare fino a Pasqua».

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Maurizio Tosoroni

La stagione è ormai andata, spiega Maurizio Tosoroni di Sarnano Neve: «Vogliamo aprire tutti ma il problema è semplice, se si guardano le webcam facciamo sci sull’erba più che sulla neve. Apriamo che cosa? Il 15 è lunedì, il primo fine settimana utile, infrasettimanale abbiamo pendolari, il primo fine settimana in cui si può prevedere afflusso è quello del 20, 21 febbraio con queste temperature, rimane sempre meno neve. La prima c’è neve? Quanti impianti possiamo aprire? Se si apre una pista di 400 metri, più che una sciata è uno scivolo. Il discorso in modo molto onesto, parlo per gli sciatori, chi paga lo skipass vuole sciare, senza neve gli si presenta una situazione limitata a poche centinaia di metri di pista, se si aprono gli impianti si distribuisce di più. Sono molto scettico, la stagione è andata, se poi dobbiamo mettere la bandierina per dire abbiamo aperto, ci prendiamo in giro da soli, sia noi, sia i clienti, chi scia e paga gli devo permettere di divertirsi. Mettere in funzione l’infrastruttura, con il costo del personale, della luce, anche che vengono le persone che pagano un prezzo alto, si va sotto con i costi. Nessuno è contento di questa situazione. Sulle nostre montagne, l’80 per cento dell’incasso si fa tra Natale ed Epifania. Nella migliore delle ipotesi facciamo due sabati e domeniche, per far sciare poca gente, facendo loro pagare un prezzo alto, per dare un disservizio. Onestamente chi ne trae un beneficio? Solo per dire abbiamo aperto? Siamo poco lungimiranti se diciamo così. Bisogna essere realisti, con tredici gradi da dieci giorni, una settimana di grecale che ha portato via due metri di neve, la partita è finita. Ci dispiace, oltre al danno la beffa».

 

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