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Contagi in aumento e variante inglese:
«Confronto con il Ministero
per valutare ulteriori restrizioni»

SUMMIT questa mattina tra i sindaci di alcuni comuni della provincia, il governatore Acquaroli e l'assessore Saltamartini. Preoccupa soprattutto la situazione di Ancona, Osimo e Castelfidardo. Si attenderà 48 ore per raccogliere i dati sull'andamento della pandemia per poi inviarli al dicastero della Salute e all'Istituto Superiore di Sanità
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Altri due giorni e poi i dati settimanali del contagio nella provincia di Ancona saranno inviati all’Istituto superiore di sanità e al ministero della Salute per decidere se procedere o meno con azioni mirate di contenimento. La scelta di inviare tutto lunedì deriva dal fatto che si avranno così perlomeno i dati settimanali. Ancona in questi giorni, mentre nel resto delle province la curva è stabile, mostra una controtendenza che preoccupa le autorità politiche e sanitarie. Stamattina c’è stato un summit con i Comuni interessati dalla situazione: Ancona, Jesi, Falconara, Osimo, Senigallia, Fabriano, Loreto, Sassoferrato, Castelfidardo, Camerano, Castelplanio, Chiaravalle, Montemarciano e Sirolo.

E in particolare la Regione riferisce che ad Ancona, Osimo e Castelfidardo è stata anche riscontrata (in pochi casi ma comunque da tenere sotto controllo) la cosiddetta variante inglese del Coronavirus, anche se è impossibile stabilire ora se la presenza della variante sia alla base dell’aumento dei casi o se il contagio sia ripartito a prescindere dalla variante. All’incontro presenti il governatore Francesco Acquaroli, l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, la dirigente del Servizio sanità Lucia Di Furia e la prefettura di Ancona.

«Le analisi approfondite sviluppate nei comuni più coinvolti hanno rilevato la presenza della variante inglese – spiega la Regione in una nota -, presente ancora in un numero limitato di casi, quindi di difficile associazione rispetto all’incremento rilevato nei comuni indicati. Chiaramente questi fattori costituiscono fonte di preoccupazione e richiedono la massima attenzione. In accordo con i tecnici della regione e i sindaci coinvolti si è deciso di attendere le prossime 48 ore per poter avere una visione precisa e completa dei dati dell’intera settimana che, come concordato questa mattina dalla Regione e da tutti gli amministratori dei Comuni presenti, saranno inviati e valutati assieme al Ministero e all’Istituto superiore di sanità per una lettura più approfondita, con lo scopo di concertare l’eventuale e concreta necessità di adottare misure più restrittive a tutela della popolazione. La Regione, la Prefettura e i Comuni si riuniranno nel breve tempo per confrontarsi e aggiornarsi sulla situazione». Le ipotesi vagliate sono tre: fare rimanere tutta la provincia in zona gialla, applicare delle restrizioni su tutto il territorio dell’Anconetano oppure solamente in alcune città.

(Fe. Nar.)

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