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«Il Carlo Urbani ha raggiunto
il limite dei letti per i pazienti Covid»

JESI - L'allarme lanciato dal sindaco Massimo Bacci stamattina nella video conferenza con il governatore Acquaroli. Sono 330 i casi di positività accertati in città e 723 persone in quarantena. Vaccinazioni al via dal 20 febbraio al bocciodromo comunale di via Ugo La Malfa
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Impennata dei contagi anche a Jesi che oggi, secondo il report della Regione conta 330 casi di positività al Covid 19 e 723 persone in quarantena. Il sindaco Massimo Bacci suona l’allerta e invita i concittadini al massimo rispetto delle regole per contrastare la diffusione del virus, dopo essersi confrontato questa mattina, insieme ad altri sindaci della provincia, con il governatore della Marche. Francesco Acquaroli ha ascoltato gli interlocutori e alla luce dei dati sulla pandemia in crescita consulterà il Comitato tecnico sanitario sull’opportunità di istituire nelle città con i numeri del contagio più alti micro-zone arancioni o se invece estendere restrizioni a tutta la provincia di Ancona che in questo momento è quella che indossa la maglia nera dei contagi nelle statistiche.

Il sindaco Bacci

«La situazione della pandemia da Covid 19 ha raggiunto a Jesi livelli mai registrati in passato. Al termine di un incontro on line che il sindaco Massimo Bacci e l’assessore alla sanità Marialuisa Quaglieri hanno avuto questa mattina con i vertici regionali e i rappresentanti dell’Asur – presenti il presidente Francesco Acquaroli e l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini – è emerso che le criticità presenti, ancorché note, sono ben più complesse e gravi di come potevano essere immaginate, con una preoccupante evoluzione del virus verosimilmente causata dalle varianti che ne hanno moltiplicato in maniera esponenziale il contagio –  fa sapere una nota del Comune di Jesi – Alla luce di tale scenario, l’Amministrazione comunale raccomanda a tutta la popolazione la massima attenzione e prudenza, invitandola ad attivare tutte le misure precauzionali previste dai protocolli sanitari, a partire dal divieto di assembramenti, dall’utilizzo della mascherina, dal lavaggio frequente delle mani».

L’assessore Maria Luisa Quaglieri

Lo stesso ospedale di Jesi, il ‘Carlo Urbani’, che riesce comunque a garantire il pieno funzionamento dell’attività del blocco operatorio grazie ad una netta separazione tra reparti Covid e reparti Covid free, ha raggiunto il limite dei posti letto per i pazienti affetti da Coronavirus. Oggi secondo il bollettino del Servizio Salute della Regione Marche (al link), al Carlo Urbani  sono 9 i ricoveri nel reparto di terapia intensiva Covid, 12 in quello di semi-intensiva e 50 nel reparto non intensivo.   «L’Amministrazione comunale – prosegue la nota del Comune – fornirà alle autorità sanitarie tutto il supporto possibile per fronteggiare la pandemia e per agevolare il piano di vaccinazioni che da sabato 20 febbraio interesserà la popolazione, a partire dagli ultraottantenni, utilizzando come sede il bocciodromo comunale di Via Ugo La Malfa. Qualora l’evoluzione del contagio non dovesse arrestarsi, l’Amministrazione comunale, di concerto con le autorità sanitarie, assumerà tutti i provvedimenti che saranno ritenuti più opportuni».

Il Pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani (foto di repertorio)



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