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Chiusura Carrefour Camerano,
cassa integrazione fino a novembre

LAVORO - E' una delle richieste che le segreterie regionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil in accordo con i lavoratori avanzeranno al ministero. Si tratta anche con la proprietà dello stabile che oggi ospita l’ipermercato per capire se sarà favorito il subentro di altre attività di natura similare nel contratto di locazione. Oggi code e assembramenti fuori dal punto vendita per gli sconti sulla merce con l'intervento di Polizia locale e carabinieri
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Chiusura dell’ipermercato Carrefour di Camerano: dopo una estenuante trattativa ad oltranza si è concluso oggi “il primo round” della trattativa con la ratifica della ipotesi di accordo sottoscritta dalla delegazione sindacale con il colosso francese. «Unanime l’assenso dei lavoratori che hanno consegnato alla delegazione mandato pieno alla firma, a condizione però che sia profuso da parte di Carrefour un impegno concreto per favorire il confronto con la parigina Meteore che ha lasciato cadere l’invito del Comune di Camerano ad incontrarsi per comprendere le sorti dello stabile che oggi ospita l’impermercato cameranense. – fanno sapere le segreterie regionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – L’auspicio è che la proprietà si adoperi per il subentro di altre attività di natura similare nel contratto di locazione a vantaggio di tutta la comunità del sud della provincia, che perde un importante servizio. Una condizione sine qua non che i lavoratori pongono anche per avere un quadro chiaro ed opzionare con consapevolezza i diversi strumenti che l’accordo individua. La cassa integrazione straordinaria richiesta al Ministero sino al mese di novembre sarà infatti accompagnata da un sistema di incentivi economici che a partire da 63.500 euro si modulerà nell’importo a seconda della data di uscita che il lavoratore potrà opzionare volontariamente per tutto il periodo di durata dell’ammortizzatore. Previsto anche un importo da erogare al termine della cassa laddove si rendesse necessario l’avvio della procedura di licenziamenti collettivi».

Confermata anche la disponibilità al trasferimento sugli altri siti con un intervento economico sulle spese di affitto e di eventuale trasloco. I più vicini sono in Abruzzo e in Emilia Romagna.«A tutela dei lavoratori – sottolineano le sigle sindacali – è stata introdotta anche una clausola che, al variare del quadro normativo connotato oggi dal divieto ai licenziamenti, vincola le parti a reincontrarsi per modellare l’accordo al nuovo scenario che sarà eventualmente delineato dal legislatore. L’accesso alla Naspi attraverso la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro è oggi infatti connessa alla stipula di un accordo collettivo di incentivazione all’esodo e al sussistere del divieto al licenziamento per motivi economici. Il “secondo round” della vertenza si sposta quindi al Ministero, dove dovrà essere approvata la cassa integrazione straordinaria e al tavolo del confronto con la proprietà dell’immobile e l’amministrazione comunale che ha promesso ai lavoratori pieno sostegno per la complicata vertenza che vede spegnersi una altra insegna straniera nel nostro territorio». In vista della chiusura intanto da oggi la merce è stata messa in svendita e  si sono creati assembramenti e code all’esterno  del punto vendita tanto da fare intervenire Polizia locale e carabinieri.

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