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Minacce e offese all’ex moglie:
denunciato per stalking

ANCONA - I due si erano separati la scorsa estate ma il marito non aveva accettato la decisione iniziando a tempestare la donna con continui messaggi dal tono sempre più minaccioso. Le indagini della polizia hanno permesso di far disporre al gip il divieto di avvicinamento alla donna
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La questura di Ancona

Si erano lasciati la scorsa estate ma, dopo la separazione, il marito non si era mai rassegnato a questa decisione e aveva iniziato a tampinarla con continui messaggi, sia di giorno che di notte, commentando anche in maniera malsana quanto lei pubblicava nella propria pagina Facebook.
Lui infatti, siciliano di 40 anni, non riuscendo ad accettare quella decisione presa dall’ex moglie, aveva fin da subito iniziato a inviare continui messaggi, sia scritti che vocali, su whatsapp e altri social all’ex moglie, una coetanea della provincia di Ancona.
Il tono era quello minaccioso, offensivo e ingiurioso, fatto anche in maniera sibillina e indiretta.
Dall’estate del 2020, periodo in cui avvenne la separazione per decisione della donna, i messaggi sono stati però inviati di continuo, con maggior frequenza ancora, al punto da non dar pace alla donna che ha subito deciso di rivolgersi agli uomini della Squadra Mobile della questura di Ancona per raccontare quanto le stava accadendo.
La denuncia iniziale, è stata via via integrata con il sopraggiungere di ulteriori messaggi inviati dall’ex marito, e sempre dallo stesso tono.
Tutto ciò non faceva altro che far crescere sempre più uno stato di ansia e paura nei confronti della 40enne. Le continue denunce hanno portato allo svolgimento delle indagini da parte della polizia, coordinata dalla procura anconetana, facendo sì che il giudice per le indagini preliminari disponesse, nei giorni scorsi, una misura cautelare nei confronti dell’uomo consistente nel divieto di avvicinamento alla sua ex compagna e a tutti i luoghi abitualmente da lei frequentati, anche per lavoro. Misura aggravata, per il fatto di essere l’ex convivente, dal divieto di comunicare con la vittima e i suoi familiari attraverso qualsiasi mezzo.
L’uomo non potrà dunque avvicinarsi o comunicare con la donna.

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