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«Al porto vanno creati per tutti
dei percorsi ciclabili protetti»

IL PUNTO della Fiab Ancona-Conero in merito all'ordinanza dell'Authority che limita l'ingresso al porto delle bici
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«Le motivazioni poste in premessa dell’ordinanza ci sembrano incoerenti con la parte dispositiva della stessa. Non si capisce come le biciclette dei cittadini “comuni” siano considerati elementi di potenziale criticità nell’interazione col traffico operativo portuale, mentre le biciclette dei lavoratori e dei passeggeri non lo siano. Riteniamo che l’utente debole della strada vada tutelato a prescindere. E’ necessario realizzare percorsi ciclabili sicuri che possano così ospitare sia i lavoratori che tutte le altre categorie di persone». Il punto di Fiab Ancona Conero in merito all’ordinanza in vigore da giovedì che limita l’accesso al porto alle biciclette e vieta l’ingresso a monopattini e skateboards.  «Risulta anche strana – continua Fiab – la limitazione della fascia oraria dalle ore 05 alle ore 15 che permetterebbe ai lavoratori di accedere al porto per recarsi a lavoro. Considerato che oltre tale orario non è più invece possibile accedere neanche per loro, ci si chiede se i lavoratori degli esercizi pubblici all’interno dell’area e tutti gli altri, che si dirigono alle proprie occupazioni in orario pomeridiano e serale siano da considerarsi lavoratori di “serie B”. Gli stessi, anziché venire premiati perché non utilizzano l’auto per andare a lavoro e di conseguenza non occupano parcheggi e non producono inquinamento, vengono invece penalizzati e sono obbligati a lasciare le proprie biciclette incustodite fuori dell’area portuale. Ricordiamo inoltre che ci sono sempre più cicloturisti che girano l’Italia in bicicletta e non sono collegati al locale traffico delle navi traghetto; negare loro l’accesso all’Arco di Traiano, l’Arco Clementino, la Fontana dei Due Soli, la Casa del Capitano del Porto, che sono sempre più spesso oggetto di promozione da parte dell’Amministrazione Comunale non contribuisce certamente ad elevare la qualità dell’offerta turistica di Ancona e della Regione Marche. In virtù di quanto sopra evidenziato ci auspichiamo che vengano realizzati quanto prima percorsi ciclabili protetti in questa area ed utili a tutti; che la stessa venga presto sdemanializzata, per tornare ad essere di competenza del Comune di Ancona e completamente a godimento dei cittadini, i quali in tutta questa storia sono quelli che ci rimettono di più. Nel frattempo un passo indietro dell’AP sarebbe una mossa più che apprezzata da parte di tutta la popolazione di Ancona e non solo».

Stop alle bici lungo il porto: «Un divieto che penalizza tutta l’area» Ipotesi ricorso contro l’ordinanza

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