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«L’educazione all’affettività
e alla differenza sia inserita
nei programmi scolastici»

ANCONA - La 'Rete Femminista Marche molto+di 194' commenta l'episodio di aggressione a sfondo omofobo avvenuta sabato scorso in centro per tornare a sollecitare l'insegnamento della educazione sessuale nelle scuole «che rischiano di essere luoghi aperti alla violenza di genere»
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La ‘Rete Femminista Marche molto+di 194’ torna sull’episodio di violenza avvenuto sabato scorso, 28 agosto, pomeriggio, in pieno centro ad Ancona, dove un minore ha preso a pugni in faccia una ragazza di 16 anni. «Il motivo? Teneva per mano un’altra ragazza, aveva a tracolla una borsa Rainbow ed i capelli corti. Chi ha aggredito la ragazza è un ragazzo di 14 anni. La sera prima un altro fatto inquietante; al circolo Arcigay Communitas di Ancona è avvenuta un’aggressione all’esterno dei locali con il lancio di una bottiglia verso le persone; per fortuna, nessun ferito. Non possiamo a questo punto non pensare alla Scuola. – esordisce il comunicato del gruppo femminista – Una scuola in cui si negano le marginalità, non si tiene conto di quelle silenziose e silenziate, dove le discriminazioni sono purtroppo all’ordine del giorno, e che spesso ignora il contesto economico – sociale in cui i nostri bambini e ragazzi crescono. La cultura patriarcale è dentro ai programmi, al linguaggio, ai libri di testo, in cui la letteratura è una storia unicamente maschile. Senza nessuna educazione sessuale le scuole rischiano di essere luoghi aperti alla violenza di genere e nei cfr. di chi manifesta un orientamento sessuale non etero; le giovani generazioni continueranno a pagare il conto della mancanza di anticorpi culturali contro il fascismo ed il bigottismo».

La richiesta della Rete Femminista Marche è quindi quella che «l’educazione all’affettività e alla differenza venga inserita nei programmi scolastici di ogni ordine e grado della Scuola pubblica. Viviamo in un mondo fatto di violenza, intriso di retorica di valori ipocriti e fondato sulla difesa della vita; assistiamo a continui attacchi al diritto all’aborto, per un’idea di famiglia tradizionale, un mondo in cui si usa la guerra come risoluzione dei conflitti e il razzismo come salvaguardia di una razza pura. Valori legati all’organizzazione generale di una società fondata sulla di violenza patriarcale e sull’oppressione dei più deboli». L’episodio avvenuto nel capoluogo di regione apre interrogativi. «Ci chiama tutte, tutti e tutte ad interrogarci e ad agire contro il l’odio, il terrore, il razzismo e la repressione – chiude la nota – E’ necessario rispondere con più democrazia e chiedendo il rispetto di più diritti; creando comunità, reti sociali vive aperte e solidali, perché dove c’è società autorganizzata, non c’è margine per l’odio ed il fanatismo; perché “Amare” sia quel sentimento meraviglioso da vivere senza obblighi, amando chiunque si scelga di amare. Teniamoci per mano affinché un mondo nuovo, migliore, differente si profili all’orizzonte».

 

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