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Aggressione a sfondo omofobo:
scatta la denuncia
«Mai più episodi simili»

ANCONA - A rendere nota l'azione legale per il pugno scagliato sabato pomeriggio da un ragazzo contro una 16enne che teneva per mano la sua amica lungo corso Garibaldi è il segretario generale dell'Arcigay, Matteo Marchegiani: «Atti come questi non possono restare impuniti e la nostra speranza è che la giustizia faccia il suo corso»
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Presidio per il Ddl Zan, maggio 2021

 

«Accogliamo con piacere la notizia dell’avvenuta querela effettuata presso il comando dei carabinieri di Ancona nei confronti del minorenne aggressore, coadiuvata dalla nostra avvocata Antonella Caporalini».
A renderlo noto è il segretario generale di Arcigay Comunitas Ancona, Matteo Marchegiani, riferendosi ai fatti di sabato pomeriggio quando un 14enne ha scagliato un pugno contro una ragazzina di 16 anni perchè teneva per mano una sua amica lungo corso Garibaldi. La Comunitas si è mossa immediatamente già subito dopo l’aggressione, una volta appreso dalla stampa «dell’incresciosa e gravissima aggressione a sfondo omofobo avvenuta in strada ad Ancona nei confronti di una ragazza minorenne da parte di un altro minore. Atti come questi non possono restare impuniti e la nostra speranza è che la giustizia faccia il suo corso».
Un fatto grave dai contorni ancor più preoccupanti poiché «dai racconti – spiega Marchegiani – emerge che durante l’identificazione da parte delle forze dell’ordine, il ragazzo si dimostrasse fiero nei confronti del suo gruppo per quanto fatto. Quello che ci teniamo a fargli sapere – dice – è che, di fronte alla legge, si risponde personalmente e che non ci sarà il suo gruppo a fare il tifo per lui».

Matteo Marchegiani

Il segretario generale aggiunge poi che «la cosa che più ci rammarica è che a fronte di un lento miglioramento culturale che il nostro Paese sta intraprendendo, simili episodi accadano nella nostra città per mano di ragazzi e ragazze giovani, da parte di coloro che dovrebbero rappresentare non solo il nostro presente, ma il nostro futuro. Così come accaduto per il lancio della bottiglia verso di noi qualche sera fa mentre ci trovavamo nella nostra sede. Adesso più che mai ci preme chiedere alle istituzioni di agire per prevenire: chiediamo allo Stato di approvare quanto prima il Ddl Zan e chiediamo all’Amministrazione comunale ed alle scuole di ragionare insieme a noi dei progetti rivolti ai giovani per sensibilizzarli sulle tematiche delle discriminazioni e della violenza. Così come per qualsiasi atto di bullismo – conclude – è fondamentale intervenire su tutta la comunità giovanile, soffocando il clima di divertimento che scaturisce dalle azioni violente dei bulli che spesso in questi casi costituiscono il vero e proprio comburente. Non possiamo più permetterci episodi simili».
La mamma della minorenne colpita con un pugno al volto ha aggiunto poi che «mia figlia è stata aggredita e per questo si è provveduto a denunciare come previsto dalla legge. Visto il clamore suscitato dalla vicenda chiedo formalmente che gli utenti dei vari social network evitino di dare definizioni con pregiudizi vari, riguardanti l’identità sessuale di mia figlia, soprattutto basandosi su voci, aspetto fisico, abbigliamento o simili, in quanto nessuno ha certezza di ciò e comunque sono aspetti del tutto personali. Inoltre – prosegue -, mia figlia non ha offeso nessuno per il colore della pelle (riferendosi ad alcuni commenti postati sui Social ndr) e non riteniamo sia questo il problema. La provenienza dei protagonisti non ci interessa ma l’aspetto rilevante è l’aggressione che mia figlia ha subito. Non vogliamo in nessun modo alimentare odio e restare in un clima di “guerra”. Chiediamo riservatezza e preghiamo di rispettare la privacy di tutte le persone coinvolte. Saranno – conclude – gli organi competenti ad accertare eventuali responsabilità».

(al. big.)

 

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