Prende il via nelle Marche un progetto espositivo itinerante per approfondire il tema del pellegrinaggio attraverso opere che spaziano dal Medioevo al Seicento, seguendo un percorso all’insegna dei luoghi di culto di san Michele Arcangelo. La prima tappa della mostra è Loreto, universalmente consacrata come centro di pellegrinaggio mariano, per poi proseguire ad Ascoli Piceno, dove è previsto un focus di approfondimento sulla devozione territoriale verso san Michele Arcangelo, e concludersi a Senigallia. Sabato prossimo, 9 aprile, alle ore 17 si inaugura presso il Bastione Sangallo di Loreto la mostra ‘Sulle orme di san Michele Arcangelo’ – Pellegrini e devoti nell’arte da Crivelli a Caravaggio’, un percorso espositivo itinerante a cura di Stefano Papetti promosso dalla Regione Marche e dai Comuni di Loreto, Ascoli Piceno e Senigallia che ospiteranno le tre tappe della mostra e realizzato da Artifex International. L’esposizione nella città mariana sarà visitabile fino al prossimo 13 luglio.
«Questo progetto espositivo, sostenuto dalla Regione Marche – ha spiegato oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione ell’evento l’assessore alla Cultura della Regione Marche Giorgia Latini – attraversa parte della storia della produzione artistica ponendo l’attenzione su aspetti peculiari e pieni di fascino come la grande devozione dei pellegrini raccontata nelle immagini e la figura di San Michele Arcangelo, il difensore della fede che è anche protettore della Polizia di Stato. Accostare i pellegrini, i cui viaggi erano pieni di rischi e attentavano la vita stessa e il santo che per eccellenza combatte il male, significa avviare una riflessione per il tramite dell’arte anche sul presente, su come anche oggi la sfida del bene non sia priva di costi e su che cosa ci spinga ad accettarla. Ma significa anche risalire il passato e la grande tradizione che il culto cattolico ha lasciato nella nostra Regione, con una traccia che per importanza può essere affiancata a Gerusalemme, Roma e Santiago di Compostela».
«Non ci sono dubbi che ‘Sulle orme di San Michele Arcangelo’ porterà beneficio sia alle singole comunità che lo ospitano, sia alle Marche tutte. E sono davvero lieto che la Regione Marche abbia deciso di continuare il percorso della ‘messa in rete’ delle tre città di Loreto, Ascoli Piceno e Senigallia per generare valore aggiunto intorno agli eventi culturali. Una strategia già collaudata con successo – ha aggiunto Moreno Pieroni, sindaco di Loreto – Come assessore regionale al Turismo e alla Cultura, a suo tempo avevo creduto molto in questa strategia. Oggi guardo a questa Mostra con un ruolo diverso. Come sindaco di Loreto, comune che ha l’onore di inaugurare le tre tappe previste, sono ancora più consapevole di quanto essa rappresenti per la nostra città una straordinaria, duplice occasione: continuare a far parte di un ‘circuito’ culturale di indubbia rilevanza e, anche, rappresentare a nostra volta un valore aggiunto per l’esposizione stessa. Se il tema della Mostra è quello del pellegrinaggio, non si può dimenticare il ruolo nodale che Loreto ricopre nei viaggi di fede fin dal XV secolo e anche la grande attrattiva che il nostro Santuario rappresenta ancora oggi agli occhi di milioni di fedeli nel mondo. Un percorso artistico dedicato alla devozione popolare attraverso i secoli non poteva che partire da qui».
E ha concluso Francesca Carli, assessore alla cultura del Comune di Loreto: «Quando è stato proposto alla città di Loreto di accogliere la prima tappa di questa magnifica esposizione, come Amministrazione e come Assessorato alla Cultura abbiamo abbracciato con entusiasmo l’idea. In questo momento storico in cui ci stiamo lasciando alle spalle gli anni difficili della pandemia, abbiamo deciso di guardare avanti scommettendo, ancora una volta, nella bellezza e nella cultura. Abbiamo creduto in questo progetto che crea una sinergia forte tra tre importanti città, una vera e propria ‘rete’ culturale’ grazie alla quale l’esperienza di questo evento si moltiplica, letteralmente, nello spazio e nel tempo. È così che si condivide la cultura, è così che la si può rendere un veicolo reale di promozione dei luoghi e di crescita. Altro aspetto importante è il legame privilegiato tra la città di Loreto e il progetto scientifico di questa mostra: il pellegrinaggio. Le 22 opere esposte ci portano in un ‘cammino’ – è proprio il caso di dirlo – che va dal Medioevo al Rinascimento, passando da Crivelli a Caravaggio e molti altri. Un cammino che racconta, attraverso la devozione a San Michele Arcangelo, la figura del pellegrino. È un tema che ci appartiene profondamente. Come è noto, Loreto è una delle mete di pellegrinaggio più antiche e più conosciute al mondo. Dopo l’anno Mille furono proprio i pellegrinaggi il motore della ritrovata mobilità delle persone. Vogliamo pensare che, anche nell’attualità dell’oggi, dove c’è tanta necessità di ‘rimettersi in moto’, il pellegrinaggio e i pellegrini rappresentino la chiave di volta di una nuova voglia di partire e di un nuovo tipo di turismo, nel quale spiritualità e cultura si fondono armonicamente. Proprio come, da secoli, accade nella nostra Loreto».
A Loreto, dove non a caso inizia questo percorso espositivo, il santuario mariano venne riconosciuto nel 1520 come centro di pellegrinaggio universale al pari di Gerusalemme, Roma e Santiago di Compostela, richiamando così fedeli da tutto il mondo. La mostra vuole rendere omaggio a questo particolare legame. La maggior parte di opere proviene dalle collezioni civiche marchigiane, dove non mancano capolavori di autori come Antonio da Fabriano, Carlo Crivelli, Pietro Alamanno, Guercino, Francesco Guerrieri, Pietro Liberi e Ferdinand Voet che tra il XV e il XVII secolo hanno testimoniato questo fenomeno di culto, dedicando le rappresentazioni soprattutto a san Giacomo Maggiore e san Rocco, patroni dei pellegrini, e illustrando l’abbigliamento tipico dei devoti sia prima che dopo il periodo della Controriforma. Nel percorso sono esposti anche alcuni importanti stendardi processionali conservati nelle Marche, a testimonianza di oggetti che erano fondamentali per il culto e che rappresentano anche un genere pittorico di grande impegno, la cui realizzazione era resa nota già dal celebre trattato di Cennino Cennini nel XIV secolo.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati