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Italvolley e Leandro Mosca
sul tetto del mondo, Valter Matassoli:
«Per lui è la vittoria della vita»

OSIMO - La città ha convidiso la gioia del momento di gloria con il 22enne che ha riportato le Marche a giocare ai massimi livelli della pallavolo proprio come 40 anni fa aveva fatto il suo primo allenatore, anche lui convocato in Nazionale. Che racconta: «E’ cresciuto nella nostra Libertas ma è un ragazzo che si è fatto da solo, caparbio e determinato, dall’indiscusso talento. Tutto quello che ha conquistato, l’ha ottenuto con le sue forze». Dopodomani il sindaco Pugnaloni lo riceverà a palazzo comunale per consegnargli la menzione speciale per meriti sportivi
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La festa dei pallavolisti azzurri, campioni del mondo, ieri sera a a Katowice. Leandro Mosca svetta al centro della foto

 

Leandro Mosca , secondo da sinistra, ieri sera durante la cerimonia di premiazione

Al fischio finale, ieri sera anche gli osimani hanno fatto esplodere gioia ed esaltazione per la storica vittoria dell’Italvolley, campione del mondo per la quarta volta, un titolo riconquistato dopo 24 anni. L’Italia ha battuto la Polonia a Katowice per 3-1 e a fare l’impresa tra i 14 azzurri c’era anche il pallavolista osimano Leandro Mosca, centrale di 22 anni, 209 centimetri di altezza. Con lui le Marche e Osimo sono tornate a giocare ai massimi livelli della pallavolo. Dopo la stella dell’osimano Valter Matassoli, giocatore di serie A negli anni ’70-’80, più volte convocato in Nazionale, adesso non può che brillare quella di Leandro. Proprio Matassoli è stato il ‘maestro’, il primo allenatore del 22enne, che milita nella massima serie italiana con i colori del Verona Volley,

Valter Matassoli

«Beh io gli ho solo aperto la palestra» scherza Valter Matassoli,  oggi direttore tecnico de La Nef Libertas Osimo e amico di giochi da bambino del padre di Leandro, Roberto scomparso nel 2014. «Quella di ieri è la vittoria della vita per lui. – sottolinea – Quando è venuto la prima volta in palestra da ragazzino gli ho chiesto la carta d’identità perché non credevo che fosse nato davvero nel 2000: era già tanto alto. Stamattina ricordavo questo dettaglio con sua madre Gloria. Di strada ne ha fatta, Leandro. E’ cresciuto nella nostra Libertas ma è un ragazzo che si è fatto da solo, caparbio e determinato, dall’indiscusso talento. Tutto quello che ha conquistato, l’ha ottenuto solo con le sue forze: la sua esistenza è stata segnata da esperienze forti, ma fino ad oggi ha sempre saputo scegliere per il suo futuro con un intuito quasi imprenditoriale, fin da quando nel 2016 è entrato nella squadra federale del Club Italia. E’ un giocatore con grandi potenzialità non solo fisiche e tecniche, fa muro certo. Ma è soprattutto un ragazzo composto, che sa ascoltare e che sa creare feeling nel gruppo. Queste sono qualità importanti per chi gioca in una squadra. L’abbiamo visto ieri sera nella Nazionale di Fefè De Giorgi che ha puntato sulla linea verde dei giovani e su un volley dei sentimenti. Veramente bello, sono entrati nella storia» commenta Matassoli che resta un punto di riferimento nella Federvolley.

Attraverso gli occhi di Leandro, il campione osimano che oggi ha 69 anni, ha visto un po’ del suo passato glorioso. «Non lo nascondo, mi sono commosso. -ammette – Ci sentiamo spesso e conosco per mia esperienza personale l’emozione che Leandro ha provato quando è arrivata la convocazione in Nazionale, quando si indossa la maglia azzurra, si va in ritiro. Ai miei tempi a Coverciano – racconta – un anno il ritiro è avvenuto in concomitanza con quello della Nazionale di calcio e il portiere Dino Zoff veniva a vedere i nostri allenamenti, ci raccoglieva le palle e ci chiedeva: “Ma come fate a cascare in quel modo senza farvi male, che a me non riesce?!”  Ricordi indelebili» sorride Matassoli che mercoledì mattina riabbraccerà il giovane pallavolista azzurro a palazzo comunale di Osimo. Una cerimonia che ha quasi il sapore del passaggio di testimone.

Dopo la mattinata di oggi trascorsa al Quirinale con gli azzurri ricevuti dal presidente Sergio Mattarella per congratularsi del risultato storico e l’incontro in programma con il premier Mario Draghi, dopodomani alle 11, infatti, Leandro Mosca sarà ricevuto con tutti gli onori in Comune dal sindaco Simone Pugnaloni che gli consegnerà una menzione speciale per meriti sportivi in occasione delle festività patronali e nell’ambito della cerimonia delle civiche benemerenze, prima della sua ripartenza per Verona. «Osimo, con lui, sale sul tetto più alto del mondo – aveva subito esultato ieri sera il primo cittadino di Osimo, nella valanga di messaggi social – Magica vittoria, tanti giovani, complimenti al coach Fefè De Giorgi. A nome mio personale e di tutta la città formulo i complimenti a Leandro».

Redazione CA

 

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