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Pincio, più di 5.500 euro per il ripristino
ma niente richiesta danni dal Comune
Berardinelli: «Ricorso Corte dei Conti»

ANCONA - Una ditta specializzata nella ripresa e lavaggio di mura storiche ha quantificato il costo della pulizia della parete, riverniciata da un gruppo di volontari

Un momento della pulizia delle mura (Archivio)

Niente richiesta di risarcimento danni? E allora vi facciamo causa noi ricorrendo alla corte dei Conti.
Potrebbe essere riassunto così lo scambio di battute tra il consigliere di Forza Italia Daniele Berardinelli e l’assessore alle Manutenzioni Stefano Foresi.
L’oggetto sono le mura storico del Pincio, finite sotto l’occhio dell’opinione pubblica da qualche settimana. Da quando cioè un gruppo di volenterosi appartenenti a “Ripuliamo il Pincio” ha con un po’ troppa fretta ha pensato di ripulire graffiti, scritte e oscenità varie presenti sull’antica parete passando della comune vernice.
Un danno da quantificare e che il Comune deve chiedere in risarcimento a chi ha verniciato secondo il capogruppo di Fi che ha avanzato ufficiale richiesta durante le interrogazioni urgenti poste nel consiglio comunale odierno.
Non la pensa alla stessa maniera Foresi che, rispondendo a Berardinelli, ha detto che dopo aver chiesto anche il parere della sovraintendenza ha incaricato di un preventivo una ditta specializzata del matelicese, operante nel settore da oltre 20 anni. Il costo preventivato da essa è di 5.500 euro + iva. I lavori verranno eseguiti con un particolare macchinario chiamato grim, in grado di miscelare acque, liquidi e sostanze varie ad alte temperature. Così facendo spariranno sia la vernice che i sottostanti graffiti e le scritte varie. Per dare il via ai lavori si attende adesso il parere definitivo della già sopracitata soprintendenza.
Foresi ha poi tenuto a specificare che «Il gesto è stato compiuto da dei volontari in buona fede. E siccome si è determinato che non sussistono costi o spese aggiuntive a quelle che l’amministrazione avrebbe dovuto sostenere ripulendo i soli graffiti, non vi è un danno maggiore e pertanto non chiederemo alcun risarcimento».
Secca e netta la risposta di Berardinelli: «Ci state prendendo in giro. La pulitura ha una metratura differente da quella che coinvolgerebbe i soli graffiti. Ricorreremo in corte dei Conti contro la vostra decisione di non chiedere i danni e vedremo se confermerete questa versione».
Berardinelli torna inoltre a chiedere se davvero il Comune non sapeva nulla dell’operato del gruppo “Ripuliamo il Pincio” sulle mura visto che di molte altre opere da loro compiute, come la riverniciatura delle panchine e la pulitura del parco, erano stati informati ed avevano concesso l’autorizzazione a procedere. «Questa non è una speculazione politica – ha chiuso la risposta Berardinelli – bensì sono stati i volontari ad essere irresponsabili».

a. bomb.

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