Lungomare Nord, c’è l’ok del Ministero
sulla compatibilità ambientale

ANCONA – Pubblicato il decreto che consente la prosecuzione dell’iter aprendo alla fase della progettazione esecutiva e all'affidamento dei lavori con la gara d'appalto. Interconnesso a quello dell’Ultimo Miglio e della variante alla Statale 16, il progetto riguarda la rettifica e velocizzazione della linea ferroviaria adriatica Bologna–Lecce con la realizzazione di una scogliera di protezione, l’interramento con materiali di escavo marini e la creazione di un parco. Saranno spostati i ‘trabocchi’

Con il parere favorevole sulla compatibilità ambientale, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, insieme al Ministero della Cultura, ha acceso il semaforo verde sul progetto del Lungomare Nord di Ancona, che si innesta in quello più ampio della viabilità su gomma dell’Ultimo Miglio e della variante alla Statale 16 a Torrette. Il decreto di compatibilità ambientale, pubblicato nei giorni scorsi sul portale del Mase, ed emanato da Ministero dell’Ambiente e Ministero della Cultura, riguarda la realizzazione di una scogliera di protezione, l’interramento con materiali di escavo marini e la rettifica e velocizzazione della linea ferroviaria Bologna–Lecce, consentendo così la prosecuzione dell’iter progettuale La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale era stata avviata nel 2019 da Rete Ferroviaria Italiana e si è sviluppata attraverso numerose integrazioni documentali e consultazioni pubbliche. Il parere favorevole della Commissione Tecnica Via-Vas è arrivato nel settembre 2025, dopo un lungo e articolato percorso istruttorio.

 

L’intervento, per un investimento complessivo di oltre 52 milioni di euro, mira a migliorare la sicurezza e le prestazioni della linea ferroviaria adriatica nel tratto di Ancona, attraverso la costruzione di opere di difesa a mare, lo spostamento e il riallineamento della ferrovia che permetterà il passaggio di treni ad alta velocità, il riempimento delle aree di colmata con materiali di escavo e la successiva sistemazione a parco dunale. Le competenze sono suddivise tra diversi enti: Rfi si occuperà della scogliera e dell’infrastruttura ferroviaria, l’Autorità di Sistema Portuale dell’interramento con i materiali marini, mentre il Comune sarà responsabile della sistemazione finale e della realizzazione del parco. Tutti gli interventi sono regolati da un Accordo di Programma aggiornato nel 2024. Il progetto ha ottenuto anche un giudizio positivo di Valutazione di Incidenza per i siti Natura 2000 interessati, escludendo impatti significativi su habitat e specie protette. Nell’atto che “il paesaggio di Ancona” è classificato come “di interesse storico-ambientale, con il paesaggio agrario che determina una relazione visiva con la fascia costiera, come ad esempio all’interno del quartiere Collemarino quale contrappunto allo sfondo dell’Adriatico. «La spiaggia, fortemente antropizzata come in altre parti dell’Adriatico si caratterizza come bordo della crescita lineare tra Ancona e Falconara di cui costituisce una sorta di parco urbano». Tuttavia, l’autorizzazione ministeriale è subordinata al rispetto di numerose prescrizioni ambientali, tra cui l’aggiornamento del Piano di Utilizzo delle Terre e Rocce da Scavo e della Relazione Paesaggistica.

Il lungomare come è oggi visto dalla prospettiva di via Flaminia

In particolare il parco dunale, di competenza comunale, previsto nella sistemazione superficiale delle aree di colmata, cioè delle zone riempite con i materiali di escavo e create tra la scogliera esterna di protezione e il confinamento interno ferroviario ha una funzione di riqualificazione ambientale e paesaggistica, con l’obiettivo di mitigare l’impatto delle infrastrutture e ricucire il fronte costiero dal punto di vista ecologico. Il Ministero ha chiesto che il progetto del parco sia definito contestualmente all’opera principale, includendo anche piste ciclabili e soluzioni che evitino interferenze con la linea ferroviaria. Nel dettaglio per il parco dunale prevede la realizzazione di «una fascia di larghezza di circa 20 metri di protezione dalle tracimazioni marine; una fascia di circa 25-20 metri avente funzione di filtro dalla viabilità ferroviaria; un’area centrale attrezzata con percorsi ciclo-pedonali» si legge nell’atto.

Il rendering del progetto di parco dunale

Previsto anche lo spostamento dei “trabocchi” e di altri manufatti a mare verso la nuova scogliera. «I 3 capanni sottoposti a tutela – specifica l’atto – verranno traslati fino al nuovo affaccio a mare determinato dallo spostamento della nuova scogliera di progetto; il quarto capanno non soggetto a tutela verrà spostato in continuità con i tre precedenti; la struttura del ristorante verrà delocalizzata e ricostruita nello specchio acqueo del porticciolo di Torrette con aggancio al pennello di connessione tra nuova e vecchia scogliera. E’ prevista infine l’installazione di barriere antirumore lungo la quasi totalità del nuovo tracciato». Per quanto riguarda il percorso ciclopedonale nel parco, nelle prescrizioni viene sottolinea che «dovranno essere proposte pavimentazioni completamente permeabili, con materiali e tonalità consone al contesto marino di riferimenti, da concordare con questa Soprintendenza»

Il decreto di compatibilità ambientale avrà una durata di validità di 10 anni dalla data di pubblicazione, entro i quali l’opera deve essere realizzata e prevede specifiche procedure di verifica dell’ottemperanza delle condizioni ambientali, affidate al Ministero dell’Ambiente, al Ministero della Cultura e agli enti territoriali competenti. Di fatto sblocca la prosecuzione dell’iter e apre alla fase della progettazione esecutiva e affidamento dei lavori con la gara d’appalto, subordinati al rispetto delle prescrizioni ambientali e paesaggistiche. E’ già noto che serviranno almeno 3 anni di tempo una volta avviato il cantiere.

(Redazione CA)

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