‘Il dialetto di Ancona, Questo – Adesso’,
una borsa di ricerca consentirà
«di studiarlo nella sua dimensione attuale»

LA GIUNTA comunale ha approvato la convenzione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari Venezia per la valorizzazione delle radici linguistiche della città. L’assessore Marta Paraventi: «Un percorso culturale che si inserisce in quello di Ancona Capitale italiana della Cultura 2028»

Marta Paraventi

Prende avvio la fase operativa del progetto dedicato allo studio e alla valorizzazione del dialetto anconetano: la Giunta comunale ha approvato la convenzione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari Venezia che definisce condizioni e modalità per il finanziamento di una borsa di ricerca, attuando l’accordo quadro quinquennale approvato alla fine del 2025. «Con questo atto – spiega l’assessore alla Cultura Marta Paraventi – si avvia una prima azione di ricerca sul campo. Il lavoro consentirà di documentare e studiare il dialetto anconetano nella sua dimensione attuale, coinvolgendo direttamente i cittadini e costruendo una base di conoscenza utile per la comunità e per la ricerca scientifica. La valorizzazione delle nostre radici linguistiche si inserisce nel percorso culturale della città, anche in relazione alla candidatura di Ancona a Capitale italiana della Cultura 2028, e contribuisce a rafforzarne identità e consapevolezza».

«È un grande onore e soddisfazione – afferma la professoressa Giuliana Giusti, referente della convenzione per il dipartimento cafoscarino – ricevere il supporto economico oltre che il patrocinio del Comune della mia città natale in un progetto che prosegue la raccolta dati da me svolta nel 2024. “Il dialetto di Ancona, Questo – Adesso” produrrà il primo corpus di anconetano parlato attualmente in città che potrà essere analizzato e studiato non solo dal team VariOpInTA, che comprende le colleghe cafoscarine Anna Cardinaletti e Laura Brugè, ma anche dalla comunità scientifica nazionale e internazionale che si interessa di dialettologia italoromanza». L’intervento consiste nel finanziamento di una borsa di ricerca della durata di circa due mesi per un importo complessivo di 4.000 euro. Il contributo sarà erogato a conclusione delle attività, a seguito della presentazione della relazione finale da parte dell’Università, che curerà anche gli aspetti scientifici, organizzativi e assicurativi legati alle attività svolte dal o dalla borsista. A breve saranno avviate le fasi operative per l’attivazione della borsa, a partire dalla pubblicazione dell’avviso e dalle procedure di individuazione di un candidato o una candidata, con dottorato di ricerca in linguistica e competenze linguistiche di anconetano. Le attività di ricerca sul territorio si svolgeranno con ogni probabilità tra fine maggio e inizio luglio.

Il progetto “Il dialetto di Ancona, Questo Adesso” entra così nella sua prima fase, che prevede una raccolta sistematica di dati linguistici attraverso interviste strutturate, questionari online, e produzioni scritte e orali di parlanti bilingui anconetano-italiano, svolte da un borsista con gli strumenti di ricerca predisposti dal team cafoscarino. I materiali raccolti saranno poi elaborati e organizzati in una piattaforma digitale e costituiranno la base per studi, pubblicazioni e momenti di restituzione pubblica rivolti alla cittadinanza. Il dialetto anconetano rappresenta uno degli elementi più riconoscibili dell’identità della città, un patrimonio immateriale che attraversa generazioni e tiene insieme memoria, relazioni sociali e forme di espressione quotidiana. La sua posizione linguistica, punto di incontro tra diverse aree dialettali, ne fa un caso di studio rilevante anche sul piano scientifico. La ricerca mira a fotografarne l’uso contemporaneo, cogliendo trasformazioni, permanenze e modalità di trasmissione, in una fase in cui la dimensione orale rischia di indebolirsi. Il coinvolgimento diretto di cittadini e cittadine di ogni zona cittadina e appartenenti a tutte le generazioni diventa parte integrante del processo di conoscenza e di tutela.

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