Si dimette il consigliere Paolo Paladini:
«Amministrazione arrogante»
Si è dimesso dall’incarico di consigliere comunale di Fabriano, Paolo Paladini, per dare un segnale. Non è stato però un addio ‘tutto rose e fiori’ quello del capogruppo di maggioranza del Pd ieri in aula e in sostanza sono state 2 le motivazioni addotte a giustificazione dei salti: i ritardi nella riqualificazione del PalaGuerrieri e del cinema Montini.
«Quattro anni fa, in tanti, avevamo davvero creduto che questa città potesse “cambiare verso”, per tentare di invertire un declino demografico ed economico-sociale evidente, repentino ed inarrestabile. Dopo quattro anni, devo constatare che la prospettiva di una città più aperta, attrattiva, capace davvero di essere capofila di un entroterra abbandonato a se stesso, si è’ rivelata illusoria e fallimentare. A situazioni straordinarie, come straordinaria era la realtà fabrianese del giugno 2022, occorreva dare risposte straordinarie. Ci si è limitati invece ad un’onesta, direi quasi “ragioneristica”, ordinaria amministrazione. Ma per quella, bastano gli uffici comunali: non occorre un sindaco eletto direttamente dai cittadini ed una giunta che egli può scegliersi in totale autonomia. Al primo turno, oltretutto» ha esordito il dem.
Paladini ha proseguito senza rinunciare a togliersi tutti i sassolini dalla scarpe parlando di «totale assenza di empatia nei confronti dei cittadini, dei loro bisogni, delle loro aspettative, delle loro esigenze.
Una distanza sprezzante, un’incomprensibile e snobistica chiusura, un’ autoreferenzialità, spesso accompagnata anche da arroganza, la mancanza di condivisione delle scelte operate o non operate, sono state il timbro di questa amministrazione».
Poi delinea le motivazioni di quello che ha bollato come fallimento.
«La prima riguarda non solo il più grande investimento pubblico di questi anni ma anche il luogo e lo spazio dove la mia generazione, allevata a “pane e basket”, è cresciuta, nonché una struttura essenziale per la Protezione Civile cittadina: vale a dire il “Palaguerrieri”. Con una visione miope, di cortissimo respiro, che ho cercato, vanamente e in assoluta solitudine di contrastare, si è deciso di spendere quasi 5 milioni di euro dei cittadini per una ristrutturazione di un impianto vecchio di quarant’anni, invece di pensare in grande, alle nuove generazioni… costruendo un impianto ex novo, che sarebbe stato utile per il prossimo mezzo secolo. Come fu fatto, allora si con la necessaria lungimiranza vent’anni fa con la nuova piscina comunale, tuttora considerata tra le migliori e più funzionali dell’intera Regione».
Ha poi puntato l’indice anche contro la mancata riapertura del cinema “Montini” «uno spazio per il quale ci siamo battuti affinché fosse rimesso a disposizione della cittadinanza, per un rilancio non solo culturale ma anche aggregativo di un centro storico sempre più desertificato di attività commerciali. Sono due anni che aspettiamo una apertura continuativa e non episodica. Niente da fare. Basta guardarsi intorno a noi per verificare come a Perugia, a Senigallia… le “monosale” come il Montini stanno avendo un successo straordinario in grado di rilanciare la vitalità di centri storici penalizzati dagli outlet commerciali situati nelle periferie. Se a questo aggiungiamo una politica culturale elitaria, rivolta esclusivamente ai ceti benestanti di questa città e che ha totalmente tralasciato le fasce giovanili e più disagiate della nostra comunità, il quadro è completo. Quando si fallisce occorre prenderne atto, serenamente. E come capogruppo dell’unico partito organizzato della coalizione che governa la città dal 2022, sento sulle mie spalle la gran parte di questo fallimento. Le ho tentate tutte, in questi anni, per far cambiare verso a questa amministrazione.. Qui non ci sono in discussione “questioni personali”, come troppo spesso e assolutamente a torto sono state rappresentate, nelle tante riunioni di maggioranza e di partito, le critiche e i rilievi mossi. Lascio senza rimpianti questo incarico di consigliere comunale con la serena consapevolezza di avere dato tutto me stesso per cambiare rotta» ha concluso il suo lungo intervento con i ringraziamenti.
«Prendo atto delle dimissioni del consigliere comunale Paladini e lo ringrazio per l’apporto dato in questi quattro anni di consiliatura. Le sue posizioni fuori dal perimetro della maggioranza che lo aveva eletto erano già state oggetto di esternazioni in passato, sempre rientrate. Pertanto è apprezzabile la coerenza con la quale ha dato seguito al suo pensiero» il commento del sindaco Daniela Ghergo.
Il Partito Democratico di Fabriano e il gruppo consiliare del Partito Democratico hanno preso «con chiarezza le distanze dalle dichiarazioni rese in Consiglio comunale dall’ex capogruppo Paolo Paladini, trattandosi di posizioni esclusivamente personali che non rappresentano in alcun modo la linea politica del partito. – si legge in una nota ufficiale – Il Partito Democratico ribadisce con convinzione la propria piena adesione al progetto politico e amministrativo guidato dalla sindaca Daniela Ghergo. Fabriano è una città complessa, che affronta difficoltà reali e proprio per questo ha bisogno di responsabilità, equilibrio e di una guida credibile. Questa amministrazione non si è mai sottratta al confronto con le criticità presenti sul territorio, affrontandole con serietà, impegno e spirito costruttivo. Il Partito Democratico continuerà a sostenere con lealtà e determinazione l’attuale percorso amministrativo, convinto che solo attraverso coesione, dialogo e senso delle istituzioni si possano dare risposte concrete alla città. Resta il dispiacere per una scelta politica e personale che ha assunto toni e modalità che riteniamo non appropriate alla sede del Consiglio Comunale, luogo deputato al confronto istituzionale sui temi che riguardano la comunità cittadina. Eventuali valutazioni o posizioni individuali avrebbero dovuto trovare spazio in contesti diversi, senza coinvolgere un’assemblea chiamata a discutere questioni di interesse pubblico e amministrativo».
In questo ultimo anno di Consiliatura (Fabriano andrà al voto per il rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale nel 2027), a Paladini subentrerà in aula Gabriele Canullo, il primo dei non eletti nella lista Pd.
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