«Bonus Nido, per un errore del Comune
devono restituirlo all’Inps le famiglie
dei bimbi della sezione Primavera»
Mandano i figli all’asilo nido nella sezione ‘Primavera’ all’Istituto “Muzio Gallo” di Osimo, gestita dall’Asso, l’azienda speciale del comune di Osimo, e richiedono il“bonus nido” per l’anno 2024/2025, ma improvvisamente l’Insp richiede loro la restituzione di quanto percepito. Secondo l’Inps, infatti la sezione Primavera “Muzio Gallo” in quel periodo era privo di autorizzazione richiesta dalla legge, provvedimento che doveva essere rilasciato dal Comune, previa verifica dei requisiti strutturali e organizzativi. Nel tentativo di districare la matassa, le famiglie dei bambini si sono rivolte al consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Canafoglia che svolge la professione di avvocato e che questa mattina nel corso di una conferenza stampa convocata a Caffè del Corso di Osimo, ha illustrato nei dettagli la vicenda. E’ stato spiegato che sono intercorse varie interlocuzioni con il Comune che ha sempre però sostenuto che quel servizio non necessitava di autorizzazione in quanto “aggregato” alla scuola dell’infanzia. «In realtà, l’assenza di un provvedimento del Suap ha impedito il rilascio della certificazione formale degli standard di sicurezza richiesti dalla legge a tutela dei minori che li vengono ospitati. A fronte di tale mancanza burocratica oggi le famiglie si trovano a dover restituire quanto percepito o a non incassare quanto loro spettante secondo la normativa, se fosse stata rispettata la procedura amministrativa. – è stato sottolineato durante l’incontro stampa al quale hanno preso parte anche i consiglieri comunali di FdI Osimo. Michela Staffolani e Giorgio Magi –
Ogni cittadino, ogni famiglia ha fatto affidamento legittimamente sulla regolarità anche amministrativa-burocratica della struttura e pertanto ha richiesto il bonus nido L’Inps con la circolare n. 60 del 20 marzo 2025 ha chiarito definitivamente che la struttura deve possedere un’autorizzazione formale del Comune specifica per il servizio educativo ed ogni altra diversa interpretazione non può essere accettata, da cui discende poi il diniego al riconoscimento del diritto per le famiglie al bonus nido Che qualcosa non abbia funzionato è confermato dal fatto che da gennaio 2026 questa autorizzazione alla struttura è magicamente apparsa, ma è successiva al periodo per il quale l’Inps richiede alle famiglie la restituzione di quanto percepito. È lecito oggi chiedere chi paghi per questo errore di “folle burocrazia” e non si può certo addebitare alle famiglie l’onere di dover restituire tale somma. Spetterà quindi al Comune di Osimo e/o all’azienda Speciale Servizi Osimo-Asso dover manlevare le famiglie dalle richieste dell’Inps e/o versare loro quanto avrebbero avuto diritto a percepire se la procedura di autorizzazione fosse stata conforme alla normativa».
«È inammissibile che per un errore burocratico imputabile al soggetto pubblico debbano pagare le famiglie. Soprattutto bisogna considerare che il bonus nido è un’agevolazione riconosciuta appunto alle famiglie e pertanto non è giusto che queste paghino per una mancanza della pubblica amministrazione. È per questo motivo che si chiede che il Comune o l’ Asso si facciano carico di tale incombenza economica» ha evidenziato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Canafoglia, il quale ha aggiunto che «non si costringano le famiglie a rivolgersi all’autorità giudiziarie per riconoscere il loro diritto, perché ciò costituirebbe una beffa oltre al danno». Della questione si erano già occupati i consiglieri comunali, fratelli d’Italia, la capogruppo Michela Staffolani e il collega Giorgio Magi, presentando interrogazioni consiliari sulla questione ma la maggioranza ha sempre proposto motivazioni che hanno portato solo un protrarsi del problema senza soluzione per le famiglie. «E’ ora di chiudere questa situazione e non si lascino le famiglie sole con i loro problemi, anche economici, avendo queste fatto affidamento legittimo sulla buona condotta della pubblica amministrazione e sul diritto a ricevere il bonus nido» ha concluso il consigliere regionale Corrado Canafoglia.
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