La (tanto) lunga attesa per Vasco:
tendopoli e cori davanti allo stadio (Video)

ANCONA - I ragazzi presidiano l'area esterna della struttura sportiva tra scritte celebrative e canzoni storiche

di Gino Bove

Una distesa di tende canadesi, maglie a tema e cori ritmati che risuonano fin dal primo mattino nel parcheggio dello stadio del Conero, dove il popolo del “Blasco” è già accampato sotto il sole in vista del grande concerto di Vasco Rossi.

L’attesa per il ritorno del rocker di Zocca ad Ancona ha trasformato l’area di sosta esterna all’impianto sportivo in un campeggio a cielo aperto. I fan più fedeli arrivano da ogni parte d’Italia e non hanno esitato a sfidare le temperature estive pur di accaparrarsi i posti in prima fila sotto il palcoscenico: c’è chi inganna il tempo giocando a carte all’ombra degli alberi e chi rinfresca l’atmosfera intonando le storiche ballate del Blasco nazionale. Il tutto mentre dal vicino stadio si sente il suono di qualche strumento in prova.

La tendopoli

Tra gli accampamenti del piazzale, l’entusiasmo della vigilia unisce generazioni e provenienze differenti, tutte radunate per lo stesso rito collettivo. Tra le tende c’è un gruppo arrivato direttamente dalle Marche: «Veniamo da Pergola – racconta una ragazza – e se devo definire Vasco in una sola parola dico: unico». Alla richiesta di intonare la propria canzone preferita, “Ti prendo e ti porto via”, non esita a cantare davanti alle telecamere: «Sai, ti conosco ora e mai, ho capito chi sei, non mi importa di niente…».Poco più in là, l’Abruzzo si fa sentire con forza grazie a un fan arrivato da Sulmona che racchiude l’essenza del rocker nel concetto di “Vivere”, intonando subito dopo i celebri versi: «Vivere, è passato tanto tempo, vivere…». A fargli eco c’è un altro corregionale proveniente da Chieti, per il quale il Blasco è semplicemente «immenso», prima di lanciare a gran voce l’intramontabile ritornello di Albachiara: «Sei chiara come un’alba, sei fresca come l’aria».

Un’altra immagine della tendopoli

Sulle pareti esterne dei canadesi sono comparsi nel frattempo messaggi iconici dipinti con le bombolette, come «Solita vasconvolta» e «Vasco, siamo soli», a testimonianza del legame indissolubile dei sostenitori con il repertorio dell’artista. Vasco non è un concerto. Vasco non è l’attesa. Vasco è evento.

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