Rete scolastica solidale del libro,
il Comune cerca spazi in quartieri,
parrocchie e associazioni
Promozione del riuso e della donazione gratuita dei testi scolastici, la V Commissione di Ancona questa mattina è tornata a riunirsi per discutere su come dare attuazione alla mozione sulla rete scolastica solidale del libro, promossa dal consigliere di minoranza Edoardo Carboni (Pd). All’incontro hanno partecipato l’assessore Antonella Andreoli, lo stesso proponente dell’atto e diversi rappresentanti degli Istituti comprensivi anconetani per fare brainstorming su come trasformare una proposta politica già approvata in Consiglio comunale in un servizio concreto per le famiglie. La finalità del progetto è quella di creare un sistema di scambio che possa alleggerire le spese delle famiglie più fragili, favorendo il passaggio dei libri tra studenti da una classe all’altra. Carboni ha sottolineato l’importanza di un approccio partecipativo. «Saremo tutti quanti lieti di ascoltare e di migliorare, se possibile ulteriormente questo documento condiviso» ha chiarito invitando le scuole a segnalare eventuali difficoltà.
E nel corso del dibattito sono in effetti emersi vari ostacoli strutturali. I rappresentanti scolastici hanno evidenziato come la principale criticità sia la mancanza di spazi fisici adeguati per lo stoccaggio dei volumi e l’assenza di personale dedicato che possa gestire la logistica dello scambio, dalla ricezione alla distribuzione. Altro nodo problematico è legato al fatto che molti testi sono ormai in formato digitale e spesso presentano caratteristiche nominative che ne impediscono il riutilizzo da parte di altri studenti. L’assessore Antonella Andreoli ha ribadito il rispetto per l’autonomia scolastica e la disponibilità del Comune a coordinare senza impone. «Non posiamo gettare la croce sulle scuole perché il progetto non può essere imposto. Ci sono le associazioni, ci sono le parrocchie. Ben vengano tutte le proposte, cercheremo di trovare insieme una strada anche con le associazioni ma nessuno deve essere obbligato. Ringraziamo chi vuole iniziare da quest’anno tenendo conto che questo è un periodo particolare» ha chiarito l’assessore.
Altri consiglieri come Mirella Giangiacomi (Pd) dall’opposizione hanno invece chiesto all’ente un impegno più proattivo, perchè non si può limitare il ruolo del Comune alla semplice osservazione, ma piuttosto «va accompagnato il percorso per quanto possibile con le scuole senza gravare su nessuno,per mettere in movimento un sistema senza forzature, per mettere in contatto domanda e offerta. – ha evidenziato la consigliera dem – Se crediamo che questo sia un tema sensibile, considerate le difficoltà economiche, dobbiamo provarci. La mozione oltretutto è stata votata da tutti in Consiglio comunale». Per superare l’impasse, sono emerse proposte basate sul coinvolgimento del territorio. L’idea è quella di utilizzare spazi non scolastici -come centri polifunzionali nei quartieri, sedi di associazioni locali o parrocchie- per fungere da magazzini e punti di scambio. Il consigliere di maggioranza Fabio Mecarelli (Ed) ha manifestato una disponibilità concreta. «Metto a disposizione gli spazi nei borghi per fare da piccolo magazzino a questi libri, magari si trova un angolo nella stanza polifunzionale inaugurata sabato». Anche il consigliere Angelo Tomassetti (Pd) ha rilevato «lo spirito giusto» nelle parole di Mecarelli, indicando ad esempio che i circoli potrebbero metter a disposizione spazi per perseguire il progetto «senza delegare tutto alle scuole, l’Amministrazione comunale deve solo coordinare». Alla fine si è deciso di procedere con la mappa delle realtà territoriali pronte a collaborare, nella speranza di riuscire a rendere operativa la rete scolastica solidale del libro entro l’inizio del prossimo anno scolastico.
(Redazione CA)
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