Bandiera nera alle Marche:
Goletta Verde
boccia il piano sulle aree protette

ANCONA - Gli ambientalisti contestano lo strumento 2026/2030 che dimentica la tutela del mare

Goletta Verde

Il Piano quinquennale della Regione finisce nel mirino degli ambientalisti, che bocciano la strategia per il prossimo futuro. In occasione della tappa dorica della campagna nazionale di Goletta Verde, l’associazione ambientalista ha assegnato la bandiera nera allo strumento programmatico 2026/2030 approvato di recente da palazzo Raffaello. Secondo i dati diffusi da Ancona, il documento peccherebbe di coraggio non prevedendo alcuna nuova riserva terrestre né investimenti concreti per la tutela ambientale.

La critica più severa riguarda però la totale assenza di tutele per lo specchio acqueo regionale, dove non risulta protetto nemmeno un metro quadrato di costa. Le riserve marine di Conero e Piceno restano così ferme al palo dopo trentacinque anni di attese. Una scelta stigmatizzata da Marco Ciarulli, presidente di Legambiente Marche, che ha evidenziato come i fondi stanziati siano fermi ai livelli di fine anni novanta, rappresentando appena lo 0,04% delle risorse totali disponibili nel bilancio della Regione.

La situazione di stallo rischia di compromettere la biodiversità dell’Adriatico, già minacciata da mucillagini e anomalie termiche. Durante l’incontro pomeridiano alla Mole Antonelliana, il responsabile nazionale delle aree protette Antonio Nicoletti ha citato il rischio estinzione corso dal mosciolo selvatico del Conero, rilanciando la proposta di trasformare il parco in una riserva nazionale. Le attività di Goletta Verde proseguiranno ora alla banchina del porto con laboratori didattici e la presentazione del report sulla qualità delle acque costiere.

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