I territori colpiti dal terremoto
raccontati in un fumetto

Valerio Barchi, autore del fumetto
di Monia Orazi
Un cammino che attraversa i territori colpiti dal terremoto, il famoso Cammino nelle Terre Mutate, diventa un fumetto. Duecentocinquanta chilometri, quattordici tappe e quattro regioni percorse a piedi. Ma soprattutto incontri, paesi feriti, case ancora vuote e comunità che, a quasi dieci anni dal sisma del 2016, continuano a interrogarsi sul proprio futuro. È il viaggio compiuto da Valerio Barchi, da Fabriano all’Aquila, destinato ora a diventare un’opera di 244 tavole.
Barchi, romano, 41 anni, ha percorso l’itinerario nel settembre del 2025, dopo aver maturato il progetto durante un seminario all’università di Camerino. Zaino in spalla, è partito da Fabriano attraversando Matelica, Camerino, Fiastra e i monti Sibillini, per poi proseguire verso Visso, Ussita, Castelluccio di Norcia, Amatrice, Campotosto e infine L’Aquila.

Il suo non è stato soltanto un viaggio paesaggistico. Il Cammino nelle Terre Mutate nasce con una precisa finalità sociale: accompagnare i camminatori nel cuore dei territori colpiti dai terremoti del 1997, del 2009 e del 2016, permettendo loro di conoscere direttamente luoghi, persone e conseguenze di eventi che hanno trasformato profondamente l’Appennino centrale.

Nel racconto di Barchi, il paesaggio cambia insieme alle ferite del sisma. A Fabriano e Matelica i segni della distruzione sono meno evidenti. Avvicinandosi a Camerino, però, compaiono le frazioni danneggiate e abbandonate, mentre la città ducale mostra le conseguenze sociali di un borgo svuotato e ancora alle prese con la ricostruzione. A Fiastra, invece, il lago e il turismo sembrano offrire un’immagine diversa, ma nelle valli più strette tornano i paesi colpiti, le strutture provvisorie e i cantieri.
Tra i temi centrali della futura opera ci sono lo spopolamento, le Sae divenute parte stabile del paesaggio, la perdita dei servizi essenziali e il rischio che la montagna venga raccontata soltanto come luogo turistico. «Che ne sarà di noi?» è la domanda che attraversa il cammino e le testimonianze raccolte dall’autore. Un interrogativo che riguarda gli anziani rimasti, i giovani partiti, chi è tornato e chi continua ad aspettare che la propria casa venga ricostruita.

Il fumetto avrà come protagonista Mario Lee, alter ego narrativo attraverso il quale Barchi racconterà i luoghi osservati durante il viaggio. Le tavole alternano panorami, edifici danneggiati, sentieri e dialoghi con gli abitanti. Nelle immagini emerge anche una riflessione più ampia: non soltanto come ripopolare la montagna, ma quale modello di sviluppo proporre per territori che non possono vivere esclusivamente di turismo, seconde case o consumo veloce del paesaggio.
Il progetto nasce anche dall’esperienza personale di Barchi, che nel 2015 si trovava in Nepal durante il terremoto. Da allora ha scelto di affidare al fumetto il racconto dei territori attraversati e delle persone incontrate. Dopo la graphic novel “Bona Via!”, dedicata alla Via Francigena, ora porta nelle tavole i paesi dell’Appennino centrale, le Sae, i cantieri, le case vuote e le voci di chi è rimasto.

Il lavoro è ancora in fase di realizzazione. Più che una celebrazione del cammino, sarà il resoconto di ciò che Barchi ha visto nell’estate del 2025: territori ancora segnati dal sisma, ricostruzioni procedute a velocità diverse e comunità che, dopo quasi dieci anni, continuano a chiedersi non solo quando torneranno alla normalità, ma quale normalità sia ancora possibile.
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