Impianto rifiuti a Gabella,
il Tar dà il via libera:
sindaco contro i predecessori

MOTEMARCIANO - Montemarciano: i giudici confermano la sede dell'impianto di spazzamento, ma la Giunta affonda la precedente amministrazione: «Scelte grottesche e opache, la zona industriale rischia forti disagi».

Montemarciano

«Prendiamo atto della sentenza del TAR, ma cittadini e territorio continuano a pagare le scelte grottesche della precedente amministrazione». È durissima la presa di posizione del sindaco di Montemarciano, Maurizio Grilli, dopo la pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale che ha confermato la localizzazione dell’impianto per il trattamento dei rifiuti da spazzamento e pulizia arenili in zona Gabella.

Nonostante il verdetto dei giudici amministrativi, il primo cittadino punta il dito contro le modalità con cui l’infrastruttura è stata originariamente proposta dal precedente esecutivo: «Il ricorso al TAR costituisce la prova della pessima gestione politico-amministrativa che adesso tocca a noi gestire. La candidatura è nata in modo bizzarro, senza condivisione negli organi preposti: non ci sono atti di Consiglio o di Giunta e fu persino individuato un terreno privato all’insaputa dei proprietari». Un iter definito «grottesco», aggravato dal fatto che nell’assemblea ATA del 30 gennaio 2024 la stessa passata giunta scelse di «astenersi nella votazione finale: un’altra scelta incomprensibile».

L’attuale Giunta ribadisce la propria netta contrarietà all’opera, già ufficializzata con apposita delibera consiliare: «Siamo contrari per ragioni logistiche: l’insediamento sorgerà vicino ai centri abitati e in un’area già fortemente congestionata dal traffico, con infrastrutture viarie che la Provincia non mantiene adeguatamente sicure. Inoltre, lo studio dei flussi non fornisce dati significativi dato che non si conosce ancora la provenienza della metà dei rifiuti da trattare».

«Il pasticcio rimane anche dopo la sentenza del TAR – conclude la nota – e temiamo fortemente l’impatto negativo sui precari equilibri della zona, con il rischio che l’incoerenza degli anni passati sia d’ostacolo allo sviluppo della zona industriale di Gabella».

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