Ancona, la Tari 2026 sale del 3%
Zinni: «La sfida è la tariffa puntuale»
La VII commissione consiliare di Ancona ha dato il via libera questa matttina alla proposta di deliberazione sulle nuove tariffe Tari per l’anno 2026. L’aggiornamento, approvato con il voto della maggioranza, prevede un incremento medio che oscillerà tra il 3% e il 3,5% circa, a seconda della tipologia di utenza. Nonostante l’auspicio di una riduzione, i costi della gestione rifiuti impongono anche quest’anno un adeguamento necessario per coprire le spese correnti del servizio, ha spiegato il vice sindaco e assessore al bilancio, Giovanni Zinni, collegando il dato all’aumento dei costi operativi. L’assessore ha citato l’esempio di un’abitazione media di 80 metri quadri con tre occupanti: la tassa passerà dai 277,15 euro del 2025 ai 286,72 euro previsti per il 2026, con un rincaro di circa 9 euro. Per spezzare questo meccanismo di aumenti ciclici, l’Amministrazione conta sulla transizione verso la tariffazione puntuale «che l’Ata ha previsto nel Piano d’ambito per il 2027, salvo imprevisti» ha ricordato il vice sindaco. L’obiettivo è permettere ai cittadini di pagare in base alla reale produzione di rifiuti indifferenziati, un passaggio che Zinni ha definito strategico.
«Dobbiamo cercare di velocizzare la realizzazione degli impianti che sostituiscono tutto ciò che è vetusto del ciclo integrato dei rifiuti, – ha proseguito – la Regione lo sta facendo anche con la previsione del termovalorizzatore, ma soprattutto anche di passare alla tariffa puntuale, che potrebbe consentirci un minimo di equità in più. Io spero nella tariffa puntuale, ma se la Tari dovesse restare così com’è, nel 2027 faremo un ragionamento su tutte le fasce d’utenza con il regolamento comunale, non lo facciamo extra regolamento. Dobbiamo verificare se il nostro regolamento è adeguato oggi rispetto a quella che è la realtà di dieci anni fa. Noi siamo contrari, in un’epoca che non è più quella del Covid, a provvedimenti straordinari che in una qualche misura incidono sul meccanismo complesso come la Tari con delibera ordinaria». In quest’ottica si inserisce anche la riforma strutturale legata alla nuova gestione provinciale del ciclo dei rifiuti che Ancona, come Comune capofila, sta seguendo insieme alla società partecipata AnconAmbiente.
Le opposizioni hanno espresso preoccupazione per l’impatto sociale della continua lievtazione della tariffa Tari. I consiglieri del Pd (Giacomo Petrelli e Susanna Dini) e del Gruppo Misto (Massimo Mandarano) hanno rilevato un insufficienza di ulteriori agevolazioni, specialmente per la ‘fascia grigia’, cittadini e piccole imprese che soffrono l’inflazione ma restano esclusi dai bonus Isee. Anche il presidente di Commissione, Arnaldo Ippoliti (Ancona Protagonista), in un contesto segnato dalla denatalità, ha invitato Zinni a una riflessione sulla opportunità di rivedere i criteri di sostegno col quoziente familiare per le famiglie numerose. Non sono neanche mancati toni più accesi nel dibattito politico sempre sulla necessità di altri sgravi per le fasce più deboli e sulla gestione del regolamento comunale tra Dini («lo abbiamo fatto noi e voi lo avete confermato, forse potevate migliorarlo») e Zinni («il regolamento non è mio o tuo, è di tutti gli anconetani, il suo è un linguaggio di partito, poco istituzionale»). Sempre stamattina, la I e VII Commissione in seduta congiunta hanno inoltre approvato a maggioranza anche il recepimento delle nuove disposizioni Arera sul bonus sociale nazionale. Fino ad ora, il comune di Ancona tendeva a sottrarre lo sconto nazionale da quello comunale. Con la nuova normativa i due benefici dovranno essere cumulabili e chi ha diritto al bonus sociale del 25% potrà sommare questo vantaggio alle agevolazioni già previste dal regolamento comunale.
(m.p.c.)
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