I 15 anni di Popsophia: Civitanova Alta
torna cittadella della cultura

CULTURA - Al via domani l'edizione "anniversario" del festival. Si parte nel pomeriggio con le grandi dive nel Novecento

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L’attesa è finita, apre domani la tre giorni dell’edizione “anniversario” di Popsophia a 15 anni dall’avvio del primo festival. Civitanova Alta torna ad essere cittadella della cultura grazie agli incontri e ai philoshow che animeranno il borgo fino a lunedì negli spazi dell’auditorium San Francesco e in piazza della Libertà.

Per agevolare la partecipazione del pubblico sarà attivo anche un servizio navetta gratuito con i parcheggi scambiatori con corse continue ogni 10 minuti, dalle 19.30 alle 00.30, con fermate al parcheggio del cimitero di Civitanova Alta e all’Itcg Filippo Corridoni in contrada Asola fino alla Tramvia.

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Un percorso iniziato nel 2011 e diventato negli anni un punto di riferimento nazionale. Un compleanno che non guarda soltanto al passato, ma rilancia una sfida culturale che in questi anni ha trasformato il festival in un laboratorio di produzioni originali, capace di richiamare pubblico da tutta Italia. Il titolo scelto per questa edizione, “The show must go on”, racchiude perfettamente lo spirito del festival: un omaggio al mondo dello spettacolo, ma anche la volontà di continuare a interrogare il presente attraverso gli strumenti della filosofia.

Lucrezia Ercoli - Popsophia (1)

Si parte alle 18 con il pomeriggio che declinerà il festival attraverso l’analisi di grandi dive del Novecento, accomunate da bellezza e celebrità, ma profondamente diverse fra loro: il sociologo Ivo Stefano Germano analizzerà il mito di Brigitte Bardot, figura che è stata oggetto anche di un saggio di Simone De Beauvior e musa del cinema francese. A seguire lo scrittore Guido Vitiello, nel centenario della nascita, ripercorrerà la parabola di Marilyn Monroe, e infine il docente Gennaro Carillo, analizzerà la figura dell’attrice italiana Claudia Cardinale.

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Ilaria Gaspari, la scrittrice sarà protagonista del philoshow “E’ nata una stella” dedicato al genere musical

La sera il primo dei tre philoshow: “È nata una stella. Filosofia del musical da Moulin Rouge a La La Land”, un viaggio fra i musical più famosi. Molto più che spettacoli, autentiche mitologie contemporanee. Sul palcoscenico prendono forma i grandi temi della filosofia: il desiderio di essere visti, il prezzo del successo, il confine tra finzione e realtà. Per la prima volta Popsophia dedica un philoshow a questo universo, un meta spettacolo, uno spettacolo che parla del mondo dello spettacolo capace di attraversare Broadway e Hollywood, il teatro e il cinema, trasformando la musica in racconto esistenziale. Accanto a Lucrezia Ercoli salirà sul palco la filosofa e scrittrice Ilaria Gaspari, che accompagnerà il pubblico in una riflessione sul significato più profondo del musical e sul suo sorprendente legame con la contemporaneità.

«Il musical, per la sua struttura, coglie e amplifica la portata emotiva di certi momenti, di certi snodi nello sviluppo narrativo dell’esistenza – racconta Ilaria Gaspari – Ci dice, in un linguaggio che ha la potenza del racconto e, insieme, quella della musica, che vivere è un’esperienza interiore ma anche un movimento che ci rende visibili agli occhi del mondo».

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Un tema che dialoga direttamente con il titolo dell’edizione dedicata allo spettacolo, ma che pone anche interrogativi sulla nostra esposizione continua attraverso i social: «I social – osserva Gaspari – pesano, forse soprattutto nel modo in cui pensiamo al nostro personaggio in relazione agli altri: hanno abituato chiunque, non solo chi lavora nello spettacolo, a pensare di avere un pubblico potenziale. Gli altri, amici, conoscenti, sconosciuti, diventano quindi la sponda di cui cercare l’attenzione e l’approvazione (che i social hanno reso per la prima volta computabili, e anche questa è una novità)». Da qui il legame con le grandi storie raccontate dal musical, popolate da artisti, aspiranti stelle e protagonisti in cerca di affermazione. «Il miraggio del successo ha una incredibile forza di propulsione. È una promessa di cambiamento e qualche volta pure di riscatto, alla quale ci si vota con tutte le proprie energie. Ma come spesso succede con i desideri, la sua potenza di attrazione si basa anche su fortissime illusioni ottiche, e qualche volta il miraggio si rivela davvero un miraggio, un sogno da cui risvegliarsi. Ed è un risvolto così umano, questo, che ogni storia che lo racconta non smette di incantarci».

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