Morto il pittore Ivo Batocco:
«Ha trasformato le sue radici
in un linguaggio universale»

Ivo Batocco
Morto a 82 anni il pittore Ivo Batocco di Cingoli.
Da tempo malato, si è spento nella sua casa questa mattina. Tra pochi giorni, il 29 agosto, doveva essere inaugurata una mostra proprio a Cingoli (ora annullata).
Un pittore che «per oltre mezzo secolo ha attraversato la figurazione e la ricerca materica mantenendo al centro della propria arte l’uomo, la sua fragilità e la sua insopprimibile aspirazione alla libertà – lo ricorda l’art consultant Alberto Mazzacchera -. Con Ivo Batocco scompare un artista profondamente legato alla sua terra, capace di trasformarne le radici in un linguaggio universale, di saper fare con leggerezza una pittura dell’uomo, della memoria e, soprattutto, della speranza».
Batocco era nato a Cingoli il 3 maggio del 1944. Aveva trascorso l’infanzia e la prima giovinezza a Santa Maria Nuova, in provincia di Ancona. Gli anni della formazione nei conventi dei Frati Cappuccini di Jesi e Fermo. Anni che, ricorda ancora Mazzacchera «lasciarono in lui una traccia profonda, destinata a riaffiorare in una pittura nutrita da uno sguardo autenticamente francescano sul mondo. Fondamentale fu il lungo periodo trascorso a Cattolica, dove dal 1975 costruì la propria esperienza professionale e artistica, prima del ritorno a Cingoli nel 1994. Ritrattista di particolare grazia e sensibilità, nel 2000 consegnò personalmente a Giovanni Paolo II un ritratto del Pontefice, conservato fino alla sua morte nell’appartamento papale del Palazzo Apostolico Vaticano».
Le sue opere sono oggi conservate in numerose istituzioni e collezioni pubbliche, dall’Ambasciata d’Italia in Lussemburgo all’Abbaye de Neumünster, dalle pinacoteche di Bertrange e Hesperange alla Curia Generale dei Frati Minori a Roma, fino a numerose chiese francescane e al palazzo comunale di Cingoli.
Il funerale mercoledì alle 16,30 nella chiesa di Collina, a Santa Maria Nuova. Lascia la moglie Edda e la figlia Magda.
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