Conti e progetti di Ancona Servizi,
il Pd: «Tanti gli aspetti non chiariti»
La società: «Riorganizzazione in atto»
Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha chiesto l’istituzione di una commissione di indagine conoscitiva, ai sensi del Regolamento del Consiglio comunale, sull’andamento e sulla gestione di Ancona Servizi. E la VII Commissione consiliare si è riunita ieri mattina per esaminare gestione e progetti della società interamente partecipata dal comune di Ancona.
A promuovere il confronto è stato il consigliere dem Giacomo Petrelli, che ha parlato di «campanelli d’allarme» sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Il dibattito si è concentrato principalmente sull’andamento economico-finanziario dell’azienda. Secondo i dati citati da Petrelli, l’utile della società ha registrato un forte calo: dai 263mila euro del 2017 e i 600mila euro del 2023, la cifra è scesa a 8mila euro nel 2024 e a 41mila euro nel 2025. Parallelamente, il patrimonio netto – passato da 750mila euro nel 2017 a circa 2,5 milioni nel 2023 – si sarebbe ridotto fino a 1,6 milioni nel 2024 e a 1,4 milioni per il 2025. Un’erosione che, secondo l’opposizione, incide sulla capacità d’investimento della partecipata.
Un passaggio simbolico è stato dedicato al progetto del parcheggio San Martino. Petrelli ha ricordato che fino al 2023 la solidità patrimoniale di Ancona Servizi avrebbe potuto sostenere anche grandi opere, «come ad esempio l’ipotizzato San Martino, mentre oggi il Park San Martino» risulterebbe «non più autofinanziabile» in misura sufficiente. La consigliera Mirella Giangiacomi (Pd) ha approfondito la questione e rilevato che è sfumato «un milione e passa di euro, in parte destinato al finanziamento del parcheggio San Martino, oggi giunto al quarto progetto. Ora il parcheggio deve essere finanziato dal Comune con mutui. Credo che questa sia una scelta politica importante di cui questa amministrazione deve farsi carico e che io ritengo, al netto anche dei problemi che i parcheggi stanno rivelando in questo periodo, sia stata concretamente sbagliata».
L’assessore Berardinelli ha ribattuto che questa scelta è maturata nel confronto con i precedenti amministratori di Ancona Servizi «che avevano rapporti con le banche». Era emerso «che la posizione del parcheggio si sarebbe retta da sola, – ha evidenziato – cioè la gestione del parcheggio avrebbe comportato utili, che avrebbe permesso di poter costruire la struttura con queste modalità, secondo i loro calcoli».
Tra gli altri temi sollevati dall’opposizione figurano le sponsorizzazioni, passate dai 272mila euro in otto anni della precedente gestione a circa un milione di euro nell’ultimo biennio e mezzo, inclusi 600mila euro per l’Ulisse Fest. Su questo punto Berardinelli ha precisato che si tratta di una compartecipazione all’evento, ricordando gli apprezzamenti per l’affluenza di pubblico per l’evento anconetano segnalati anche da Silvia Salis, la sindaca di Genova, città che oggi ospita il festival.
Sulla questione della nuova sede della società, la consigliera Giangiacomi ha poi chiesto chiarimenti sull’esito della manifestazione d’interesse dell’agosto 2024 e sui circa 350mila euro sostenuti dalla Spa per lavori su un immobile in affitto. L’assessore ha risposto che i vecchi uffici di via Mamiani presentavano problemi di idoneità e potenziali rischi per la salute del personale, rendendo necessario il trasferimento alle Palombare e il mantenimento di uno sportello per il pubblico nell’immobile di Ancona Entrate.
Infine, sull’ipotesi di acquisizione del Centro Ecologia e Climatologia di Macerata (in liquidazione) per la quale Ancona Servizi oggi cura la gestione degli impianti termici nell’Anconetano, Amministrazione comunale e società hanno confermato l’esistenza di contatti, definendo la trattativa ancora in una «fase embrionale». Risposta ritenuta fumosa dai dem.
In premessa l’assessore Daniele Berardinelli, tecnici e consulente di Ancona Servizi, sulla stessa lunghezza d’onda dei consiglieri di maggioranza Jacopo Toccaceli (FdI) e di minoranza Massimo Mandarano (Gruppo Misto), hanno ricordato che Ancona Servizi è una società in house con la missione prioritaria di erogare servizi di qualità alla città e non di accumulare utili elevati. I tecnici di Ancona Servizi hanno presentato i dati di crescita strutturale: il fatturato è salito dai 4,5 milioni del 2023 a oltre 6 milioni nel 2025, con previsione di 7 milioni nel 2026, mentre il personale è passato da 50 a quasi 70 dipendenti, con prospettiva di raggiungere quota 90 in caso di affidamento del servizio di manutenzione del verde pubblico.
I consiglieri dem hanno rilevato infine dalla interlocuzione «che diverse attività vengono oggi gestite in perdita: dalla Mole Vanvitelliana ai servizi cimiteriali, fino alle manutenzioni. Restano poi dubbi e aspetti non chiariti sulla redditività della gestione della Fiera di San Ciriaco».
Il consulente di Ancona Servizi ha descritto però una riorganizzazione in corso del controllo di gestione della società, con l’adozione di un software dedicato, la creazione di “famiglie” di costo, dai parcheggi alla Mole, dai cimiteri e fino alle fiere, con l’obiettivo di fornire all’amministratore della società un dashboard settimanale. «Negli anni passati, molte informazioni erano frammentate, tanto che non si sapeva sempre se alcuni servizi richiesti dal Comune fossero in attivo o in passivo» è stato sottolineato, rassicurando tutti sul fatto che ora i nuovi regolamenti interni disciplineranno anche i preventivi. Parole che non hanno convinto del tutto il gruppo consiliare del Pd che si riserva di approfondire ogni questione ed eventualmente di muovere una segnalazione «alle autorità competenti».
(Redazione CA)
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