Il futuro della società En Ergon
e della gestione pubblica dell’acqua:
FdI interroga la sindaca

OSIMO – Il gruppo consiliare d’opposizione porta le due questioni in Consiglio comunale

I consiglieri comunali di FdI Osimo

Fratelli d’Italia Osimo ha presentato un’interrogazione per fare chiarezza sulla situazione economico-finanziaria di Astea, sulle perdite della controllata En Ergon e sulle prospettive della futura gestione interamente pubblica del servizio idrico.

«I numeri sono preoccupanti: En Ergon ha accumulato perdite totali per circa 8,6 milioni di euro, mentre Astea ha già svalutato la propria partecipazione per circa 8,1 milioni. Astea ha inoltre garantito con una fideiussione da 24 milioni il finanziamento bancario dell’impianto di biometano di Ostra. Nel marzo 2026 ha concesso alla controllata altri 1,8 milioni di euro e, nell’assemblea di giugno, è stata prospettata la necessità di ulteriori aumenti di capitale per 4-5 milioni» scrive in un comunicato il gruppo consiliare d’opposizione di FdI.
Il partito è inoltre preoccupato perché «il bando per la vendita di En Ergon è andata deserta. La cessione, inizialmente deliberata da Astea, risulta sospesa in attesa di un possibile nuovo partner interessato ad acquisire il controllo della società. Vogliamo sapere perché non siano arrivate offerte, quali siano le prospettive concrete di vendita e soprattutto fino a quando Astea dovrà continuare a sostenere economicamente una società che accumula perdite».

L’interrogazione affronta anche il futuro della gestione pubblica dell’acqua. Il nuovo Piano d’Ambito prevede un fabbisogno di circa 209 milioni di euro per il subentro del nuovo gestore, con circa 63 milioni di capitale proprio a carico dei soci pubblici dell’intero ambito. «Entro Dicembre, questi nodi dovranno essere sciolti. Chiediamo quindi al sindaco Glorio quali siano i costi previsti per Osimo, come si intenda finanziare l’operazione e se siano state valutate le possibili ricadute sulle bollette dei cittadini.- conclude FdI Osimo – Non possiamo accettare che milioni di euro di risorse e garanzie pubbliche vengano impegnati senza un quadro chiaro delle responsabilità, dei costi e delle conseguenze. Il Comune ha il dovere di vigilare sul patrimonio pubblico e tutelare i cittadini».

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