Africani esclusi dalla maratona di Trieste,
ex assessore scrive agli sponsor:
«Non posso stare fermo»

ANCONA - Si tratta dell'avvocato ed esponente Pd Ezio Gabrielli che questa mattina, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato un modulo per chiedere spiegazioni alle società che sponsorizzano la manifestazione. In poche ore, ha avviato un tam tam virtuale che potrebbe portare a un'azione collettiva

Ezio Gabrielli

 

Appena ha letto la notizia dell’esclusione degli atleti africani dalla mezza maratona di Trieste, ha aperto il computer e ha compilato una lettera indirizzata ai quattro sponsor della manifestazione, invitandoli a chiarire la loro posizione sulla scelta fatta dagli organizzatori della gara. Lo scritto è stato pubblicato su Facebook e ha innescato un tam tam social che in poche ore ha portato decine di utenti a firmare la lettera, paventando l’ipotesi del lancio di una petizione collettiva. Dietro la protesta avviata via social c’è Ezio Gabrielli, avvocato, ex assessore al porto sotto l’era Gramillano e militante del Pd. E’ stato lui, questa mattina, a pubblicare sul proprio profilo Facebook la lettera inviata a Generali, Booking, Hera e Ecegasapsamga, le aziende che sponsorizzano l’evento sportivo che si terrà dal 2 al 5 maggio, a Trieste. «Ho trovato la questione aberrante – ha detto Gabrielli – e ho subito pensato a cosa potessi fare da Ancona. In un mondo governato dai soldi, ho chiesto giustificazioni proprio agli sponsor della mezza maratona. Mi aspetto delle giustificazioni, perchè quando si fa una scelta bisogna rendersi conto che dall’altra parte ci sono delle persone vere e non delle macchine. Ho deciso di scrivere alle società perchè è ingiustificato stare fermi o esprimersi solamente con il voto in un clima che è ormai pervaso dalla ipocrisia e dalla pigrizia. Non si può festeggiare il 25 aprile e poi stare fermi davanti a queste cose. Se gli strumenti ci sono, utilizziamoli e facciamo sì che gli sponsor debbano rendere conto delle loro scelte». E così, in poco tempo, quella lettera è diventata una sorta di modulo prestampato per innescare un’azione collettiva mossa da centinaia di utenti social, mossi dalla volontà di opporsi a una maratona che, salvo imprevisti dell’ultimo momento, non avrà atleti africani. L’organizzazione della manifestazione ha motivato la scelta sostenendo di voler lasciar fuori i professionisti originari dell’Africa per combattere i manager senza scrupoli che li gestiscono.

(Fe.ser)

 

 

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