Morto in casa a 46 anni,
disposta l’autopsia
Sarà l’autopsia anatomopatologica, meglio conosciuta come ‘riscontro diagnostico’, prevista per domani all’obitorio dell’ospedale di Jesi a stabilire le cause della morte di Emanuele Sturani. Giovedì sera, 27 ottobre, il 46enne laureato in Biologia e rappresentante di una ditta di materie prime, è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Campocavallo di Osimo dalla madre. Non ci sono dubbi che il decesso sia stato causato da un malore fatale ma l’esame autoptico può essere richiesto per legge dagli stessi medici in caso di morte improvvisa di una persona, avvenuta senza sintomi premonitori di malattia.
Emanuele godeva di ottima salute, ricorda a telefono la mamma Libera Formiconi che risiede a Jesi. «Mio figlio aveva scelto di andare a vivere da solo dopo la morte del papà, avvenuta alcuni anni fa a seguito di un infarto cardiaco. Io avevo solo lui e lui solo me. Ci sentivamo, pertanto, tutti i giorni intorno alle 17.30-18, spesso anche più volte nel corso della giornata. Mercoledì, il giorno precedente alla sua morte, lo avevamo trascorso insieme dalle 10 alle 15. Eravamo andati al supermercato, in banca e poi a pranzo al ristorante, quindi mi aveva riaccompagnato a casa a Jesi. Aveva un giorno di ferie perché doveva sbrigare alcune pratiche e dopo esserci visti mi aveva persino richiamato per telefono intorno alle 18 di quel pomeriggio, per sapere se stavo bene».
Una madre percepisce a distanza gli stati d’animo, i sentimenti dei propri figli e il pomeriggio successivo la signora Libera ha avuto subito la sensazione che fosse successo qualcosa di molto grave. «Erano le 18.30 e ancora non avevo ricevuto la sua telefonata – ricorda con la voce soffocata dalla sofferenza – Alle 19 ho iniziato a chiamarlo sui suoi due cellulari che teneva sempre accesi per essere reperibile. Mi rispondeva sempre e subito ma quel pomeriggio no. Allora ho chiesto a suo cugino di accompagnarmi a Osimo. Ho la chiave dell’abitazione di mio figlio e quando siamo entrati in casa e lo abbiamo trovato riverso a terra».
Una scena terribile, alla quale nessuno genitore dovrebbe mai assistere. «Abbiamo chiamato subito il 118, il personale dell’ambulanza poco dopo ha tentato di rianimarlo. Poi è arrivato il medico del 118 e ha constato che non c’era più niente da fare. Per legge sono stati chiamati anche i carabinieri che hanno accertato le cause naturali di quella morte. – prosegue la madre del 46enne– Il medico ha constato che mio figlio se n’era andato da 10-12 ore. Dalle 11 di quella mattina ho potuto verificare che non rispondeva più al cellulare. Sono stata io a quel punto a cercare nella rubrica il numero di telefono del suo datore di lavoro e l’ho chiamato per avvertirlo».
A conclusione del riscontro diagnostico la famiglia di Emanuele organizzerà il funerale nella chiesa di San Sebastiano a Jesi. «Poi, nel rispetto delle sue volontà, dopo le esequie la sua salma sarà cremata» aggiunge la mamma che non si da pace. «Era tanto affezionato a me, non mi hai lasciata sola e così io con lui. Era molto generoso con tutti, aveva tanti amici e in quell’ultimo giorno l’ho visto così allegro. Stava bene».
(Redazione CA)
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