È stata discussa oggi una interrogazione urgente del consigliere regionale del Pd Maurizio Mangialardi che ha presentato alla Giunta per sollecitare la redazione del Piano regionale di coordinamento per la realizzazione dei crematori come previsto da una legge nazionale che risale addirittura al 2001. «Già nella passata Legislatura il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità una risoluzione, la numero 23 del 2021, che impegnava la Giunta ad attivarsi in questo senso.- ricorda in una nota Mangialardi – Sono passati 5 anni, ma nulla è stato fatto: la Giunta, su questa come su tante altre materie, ha abdicato alla propria funzione programmatoria, evitando di mettere mano a un tema certamente complesso. Sarebbe stato invece necessario appurare l’effettivo fabbisogno, fornire criteri tecnici e individuare le aree idonee».
La realizzazione dell’impianto di cremazione di Ancona ha riaperto il dibattito sulla questione. Il sindaco dorico Daniele Silvetti ha annunciato l’intenzione si spostare la sede del progetto da quella iniziale del cimitero di Tavernelle ad un altro deigli 11 cimiteri comunali. Decisione che è stata accolta positivamente dal comitato di protesta ‘Aria Nostra’ che si era fatto promotore di un quesito referendario da sottoporre al voto della comunità anconetana.
«Ora, la questione, che è già di per sé importante e urgente, diventa oggi assolutamente indifferibile vista la decisione (saggia e che condivido) assunta solo pochi giorni fa dal Sindaco di Ancona Daniele Silvetti che ha stabilito di modificare la localizzazione dell’impianto di cremazione inizialmente previsto presso il cimitero di Tavernelle.- sottolinea Mangialardi – Ovviamente, comprensibilmente, si è subito aperta la discussione su dove realizzare questo progetto. Si parla di altri cimiteri anconetani, di Falconara, di Chiaravalle: mere ipotesi, ma è evidente che sarà necessario fare delle scelte e potrebbero presentarsi nel futuro situazioni simili».
Ogni scelta sulle ubicazioni, però, non può che essere successiva alla redazione e approvazione del Piano di coordinamento, che deve contenere anche uno studio sul reale fabbisogno regionale, sostiene il consigliere regionale dem. «Non si può, su questo come su altri temi, lasciare libero spazio ai privati in un contesto non regolamentato: la Regione, invece, deve stabilire le aree idonee e normare il quadro in cui la legittima iniziativa privata va ad inserirsi. Altrimenti, rischieremo sempre, a causa di una mancata programmazione, il nascere di comitati e di sacrosante proteste da parte della cittadinanza. – conclude Maurizio Mangialardi – Insomma, mettete mano al Piano di coordinamento, dopo anni di promesse, coinvolgendo anche le opposizioni, i cittadini, le associazioni e tutti i portatori di interesse».
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