Nomine Erap, l’opposizione attacca:
«Premiati i voltagabbana»

ANCONA - Il governatore Acquaroli nel mirino per gli ingressi nel Cda di Gigliola Bordoni, Tommaso Fagioli e Federico Talè. «Tutti provenienti dal centrosinistra, sono stati ricompensati per il sostegno alle elezioni regionali»

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Leonardo Catena (Pd) oggi in Consiglio regionale

«Acquaroli fa campagna acquisti e premia i voltagabbana con tre posti nel consiglio d’amministrazione di Erap». È l’accusa che i gruppi di opposizione in Consiglio regionale delle Marche – Pd, Alleanza verdi sinistra, Movimento 5 Stelle, Lista Ricci e Progetto Marche Vive – rivolgono alla maggioranza di centrodestra dopo le nomine approvate oggi dall’Assemblea legislativa.
Nel mirino dell’opposizione tre delle nomine nel cda dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica (Erap): Tommaso Fagioli (Azione), consigliere comunale di Ancona eletto con il centrosinistra, Federico Talè, ex consigliere regionale prima nel Pd poi in Italia Viva passato a Forza Italia, e Gigliola Bordoni, ex vice sindaca dell’amministrazione di centrosinistra di Monte San Giusto e candidata alle regionali con la lista “I Marchigiani per Acquaroli”.

Secondo i gruppi firmatari del comunicato, i tre sarebbero stati ricompensati per il sostegno offerto ad Acquaroli alle ultime elezioni regionali. «Il trasformismo – scrivono le opposizioni – è diventato ormai da oltre cinque anni un tratto distintivo del presidente Acquaroli: una continua campagna acquisti pagata con ruoli e incarichi pubblici a favore di chi si accontenta di soddisfare le proprie piccole ambizioni personali con un semplice salto dall’altra parte della barricata».

Interviene anche Leonardo Catena, consigliere regionale maceratese del Pd. «Negli ultimi mesi abbiamo visto ex rappresentanti del centrosinistra sostenere Acquaroli. Oggi, guarda caso, arrivano diversi incarichi proprio per loro. Ognuno è libero di cambiare idea, ci mancherebbe. Cambiare posizione per convinzione è una scelta legittima. Ma quando il cambio di casacca coincide con una ricompensa, i cittadini hanno tutto il diritto di farsi qualche domanda. Farlo per convenienza personale è un costume triste. Ed è uno dei motivi per cui tante persone si allontanano dalla politica. Dietro parole come “responsabilità” o “nuovi percorsi” troppo spesso si nascondono interessi individuali. È bene dirlo con chiarezza».

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