Cantieri della sanità fermi,
attacco del Pd:
«Il quadro è allarmante»

SANITA' - Antonio Mastrovincenzo (Pd) punta il dito contro le rassicurazioni arrivate dall’assessore regionale alla Sanità Calcinaro

Antonio Mastrovincenzo

Nel febbraio 2022 la Giunta regionale aveva approvato l’elenco delle 29 Case della Comunità e degli 8 Ospedali di Comunità finanziati con circa 70 milioni di euro del Pnrr. Oggi, a pochi mesi dalla scadenza del 30 giugno per la chiusura e rendicontazione dei progetti, la situazione appare molto diversa dalle attese. A denunciarlo è Antonio Mastrovincenzo (Pd Marche), che dopo un accesso agli atti parla di «un quadro piuttosto allarmante sullo stato di avanzamento delle opere».

Per quanto riguarda le 29 Case di Comunità i numeri sono pesanti. «Per ben 12 strutture emerge uno stato di avanzamento inferiore al 50%, 5 sono completamente al palo e i lavori praticamente neanche iniziati (Pesaro, Jesi, Ancona, Filottrano, Chiaravalle)». A Macerata e Porto San Giorgio l’avanzamento è rispettivamente al 20% e al 30%. Il finanziamento complessivo per le Case di Comunità sfiora i 50 milioni di euro, di cui 33 destinati proprio alle strutture più indietro con i lavori. Situazione critica anche per gli 8 Ospedali di Comunità, sostenuti con oltre 20 milioni di euro. Quattro risultano pari o sotto al 50% di avanzamento e, tra questi, spicca San Benedetto, fermo al 10%. Anche in questo caso, circa 15 milioni di euro riguardano proprio gli interventi più in ritardo.

Mastrovincenzo punta il dito contro le rassicurazioni arrivate dall’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro: «Come fa allora l’assessore Calcinaro ad affermare che per quanto riguarda gli ospedali sono certi di rispettare la scadenza del 30 giugno, con qualche dubbio solo rispetto a quello di Jesi al 35% dei lavori».

Il nodo riguarda 16 strutture complessive tra Case e Ospedali di Comunità che dovrebbero rafforzare la sanità territoriale e ridurre l’affollamento nei Pronto Soccorso. «Credo che quello che non si è riuscito a fare in quattro anni, nonostante le ripetute sollecitazioni anche della Corte dei Conti, sia impossibile ottenerlo in quattro mesi». E la chiusura è tutta politica: «Ma è ovvio che di questo la Giunta Acquaroli dovrà poi rendere conto ai marchigiani», conclude Mastrovincenzo, chiamando in causa l’esecutivo guidato dal presidente Francesco Acquaroli.

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